Ok all’aumento delle tasse per costruire. Minoranze contrarie. Costruire nuove case a costerà di più. Non tanto in termini di materiale e cantiere edile ma quanto a oneri di urbanizzazione, ovvero in contributi che il cittadino deve al Comune per i servizi che la realizzazione di nuovi edifici comporta. Il via libera all’aumento è arrivato dal Consiglio comunale, con l’ok della maggioranza della Lega e il voto contrario dei due gruppi di minoranza. «Secondo la legge – ha detto il sindaco Gerardo Pozzi – ogni tre anni gli oneri di urbanizzazione andrebbero adeguati. Il Comune ha deciso di non ritoccare i costi di ristrutturazione ma di aumentare quelli per le nuove costruzioni. Si vuole così privilegiare il patrimonio edilizio esistente, quindi le ristrutturazioni».

Contrarie le minoranze. «, per esempio – ha detto Sergio Sonzogni –, negli ultimi anni non ha applicato alcun aumento». «Se uno ha già il terreno per costruirci la casa – ha aggiunto Tiziana Bonaiti – non è certo l’aumento degli oneri di urbanizzazione che lo disincentiva dal farlo. D’altro canto proprio quest’anno il Comune ha avuto un crollo nelle entrate degli oneri e, di sicuro, questo aumento non è di stimolo a costruire». «L’adeguamento – ha aggiunto il vicesindaco Oscar Mostachetti – avviene in base a parametri precisi. Quello che vogliamo fare è cercare di recuperare l’esistente». Sulla stessa linea il consigliere della Lega Giovanni Milesi.

In una situazione di cassa così difficile come quella che stiamo attraversando – ha detto – sarebbe sbagliato non sfruttare le opportunità di maggiori entrate consentiteci dalla legge. E in questo modo si cerca anche di contenere l’uso del territorio». Nello stessa seduta è stato modificato lo statuto dell’ente «Rinascimento brembano», che gestisce i musei , Casa di e palazzo Boselli e la biblioteca. Attualmente l’ente è senza presidente (dopo le dimissioni dell’assessore alla Cultura Vittorio Rodi) e direttore (per rinuncia di Eliseo Locatelli).

Il rappresentante del Comune potrà essere un consigliere e non necessariamente assessore, quindi il presidente sarà nominato dal Cda mentre il direttore sarà nominato dal sindaco e potrà essere una figura esterna al Comune. «Come direttore avevamo Locatelli, un professionista – ha detto Bonaiti –, e per 500 euro in meno (il compenso del direttore è stato dimezzato, ndr) si è deciso di cambiare. Bisognerebbe invece riconoscere la professionalità delle persone». «Ringraziamo chi si è dedicato finora a questo incarico – ha risposto il sindaco –, ma ci sono anche altre possibilità».

L’Eco di

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