Piazza Brembana – Diciassette dicembre, sabato prossimo. Alla casa di riposo «Don Stefano Palla» di – attiva da una ventina d’anni per volontà di Piero , sindaco di e già presidente della – parte una minirivoluzione tecnologica: gli ospiti potranno parlare e vedere i parenti a casa grazie a Internet. E dal televisore della propria camera – se, per esempio, allettati – avranno la possibilità di assistere all’animazione che si sta svolgendo negli altri spazi della casa di riposo. Ma il presidente e anima della casa anziani Busi guarda oltre: «Arriveremo anche a trasmettere gli eventi della sulle televisioni in camera. I nostri ospiti non devono vivere isolati dal resto del mondo».

La casa di riposo brembana è la prima ad attivare tale servizio in (analogo progetto sarà realizzato a Calcio). Costa 52 mila euro. «I soldi? – dice Busi –. Ci ha pensato la Provvidenza». In aiuto della Fondazione sono arrivati un fratello e una sorella che conoscono il «Don Palla», lasciando un’eredità di 40 mila euro alla casa anziani. Così sabato prossimo, in occasione della tradizionale «Festa dei compleanni», sarà inaugurato anche il nuovo servizio tecnologico.

Cinque le postazioni Internet che, per ora, saranno a disposizione degli ospiti per collegarsi coi parenti in videochiamata telefonica, tramite il programma Skype. Un esempio: il parente, col proprio computer, a casa, dall’ufficio o in vacanza, si collegherà a uno degli account registrati alla Rsa di Piazza Brembana. La chiamata sarà accolta dal personale della casa di riposo tramite un videotelefono collegato alla centrale telefonica. A questo punto la videochiamata sarà trasferita a uno dei «touch screen» a disposizione, oppure potrà essere rifiutata (se l’ospite non è rintracciabile o è impossibilitato a rispondere). L’anziano, con un semplice tocco dello schermo, risponderà alla chiamata e, ripreso da una , potrà essere visto a sua volta dal parente.

«Ma siamo andati oltre – spiega Busi –. Le camere sono state dotate di nuovissimi televisori su cui saranno trasmesse le attività del centro di animazione. E in futuro vogliamo anche portare sugli schermi le feste della valle». Visite «a distanza» che metteranno a rischio quelle reali? «Non vogliamo assolutamente che succeda – continua Busi –. Le videochiamate non devono sostituire le visite dei parenti ma essere un’occasione in più. Siamo pronti a “richiamare” i familiari nel caso non vengano a trovare i loro cari». Appuntamento a sabato, quando, oltre a servizio Skype e compleanni, sarà inaugurata la mostra di un pittore. «Perché la casa è aperta a tutti», conclude Busi.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo