San Giovanni Bianco – Due ritratti inediti di Carlo esposti nella casa natale del pittore: l’istituzione Rinascimento Brembano propone una mostra di «Ritratti ceresiani», allestita fino a domani a Casa di (orari: festivi e prefestivi 10-12 e 16-18), che unisce al «Ritratto di San Gregorio Barbarigo», già esposto in seguito al recente restauro, anche i due ritratti di Giuseppe Ghisoni (, 1575-1656) e della moglie Giacoma Adobati di proprietà del , opere attualmente in corso di restauro e finora mai esposte al pubblico: «L’istituzione Rinascimento Brembano – spiega la presidente – prosegue nel lavoro di ricerca, recupero e valorizzazione di opere, in particolare di ritratti, di Carlo Ceresa presenti in Valle , in vista della grande monografica che sarà dedicata all’artista nel 2011».

La scelta, singolare, è stata quella di esporre i due ritratti proprio mentre il restauro, ad opera di Antonio Zaccaria, è ancora in corso, per offrire al pubblico l’occasione di approfondire gli aspetti tecnici del recupero, ma anche il riemergere, sotto il protettivo scurito e ingiallito, di alcune «cifre» originali della pittura del Ceresa, come le famose velature calde che il pittore conferiva agli incarnati.

Di questi due dipinti del resto non si sapeva nulla finché Luisa Vertova, autrice della monografia di Carlo Ceresa nella collana de «I pittori bergamaschi», li vide a Serina e li attribuì al pittore brembano. Ad approfondire, poi, l’identità dei due effigiati è stata la ricerca dello storico Roberto Belotti: «Il medico, in particolare, apparteneva a una delle famiglie di spicco di Serina e negli ultimi anni della sua vita divenne cieco, un particolare che non sfugge a chi osserva attentamente nel suo ritratto la “velatura” che Ceresa cala sul suo sguardo».

Rosanna Rota – L’Eco di