Taleggio – «Mentre raggiungevo in auto questi bellissimi paesaggi, unici, ho visto i fiori che vi crescono naturalmente, ma i fiori più belli siamo noi. Dobbiamo apprezzare il dono grande della vita. E dobbiamo ricordare e lodare chi offre la sua vita per noi». Così monsignor Lionello Torosani, cappellano militare del Comando legione di Lombardia, assistente spirituale a Brescia, ha iniziato la sua omelia durante la Messa per i 40 anni dalla morte di Antonio Arnoldi, giovane carabiniere di di , morto a Milazzo durante un conflitto a fuoco ingaggiato da uno squilibrato. Durante l’omelia nella parrocchiale di Peghera monsignor Torosani ha aggiunto: «Dobbiamo cominciare noi stessi a essere buoni e santi. Antonio è morto sì fisicamente, ma non la sua anima: noi lo stiamo evocando e riviviamo la sua essenza». E ha ricordato come sia «difficile compiere la volontà di Gesù. Quindi la bellezza della fede sta nell’accettare la sua volontà, a costo della vita. Anche per la Repubblica c’è chi ha dato la sua vita, come Antonio. Grazie per il tuo sacrificio».

Al termine della celebrazione – alla quale hanno partecipato tra gli altri il capitano della compagnia di Andrea Pietracupa, il presidente della sezione di San dell’Associazione nazionale carabinieri Giancarlo Midali, diversi comandanti di stazione della compagnia, i sindaci di Taleggio, e , associazioni di e i familiari di Arnoldi – in corteo si è raggiunto il cimitero, dove è stata deposta una corona di fiori sulla tomba del militare.

Silvia Salvi – L’Eco di Bergamo