Domani, sabato, con la mostra concorso delle capre di razza orobica di Branzi, cala definitivamente il sipario sulle manifestazioni zootecniche della bergamasca. si tratta, probabilmente, di zootecnia minore della quale però si nota un costante incremento collegato frequentemente alla pratica dell’.

La mostra di – riservata alla razza orobica che non è sicuramente la più diffusa – consente di fare il punto sull’allevamento caprino bergamasco con una «finestra» particolare su quello brembano, nel quale nel passato abbastanza recente si sono consolidate alcune interessanti realtà economiche. Il dato provinciale – compresa pure una certa percentuale di ovini – dà una presenza sul territorio di 458 allevamenti (25 in Valle Imagna, 84 in Valle Brembana, 97 in , 20 in , 34 nell’Alto Sebino; 198 in pianura o fondovalle). Con riferimento specifico al settore caprino si tratta in larga misura di allevamenti, debitamente controllati dall’Asl, di piccole dimensioni e di carattere hobbistico, nei quali sono presenti capi meticci che sfuggono ai controlli genetico-morfologico-funzionali cui si sottopongono alcune aziende. Queste ultime sono almeno una trentina e puntano alla qualificazione del patrimonio stallato avendo i capi iscritti al libro genealogico (l’iscrizione è per le capre in lattazione, sono esclusi i capretti) della cui tenuta è incaricata l’Associazione provinciale allevatori.

Le razze allevate in tali aziende sono prioritariamente la saanen (circa 1.900 capi) e la camosciata (613 capi), preferite ad altre razze per la quantità (si va dai 600 ai mille litri a lattazione) e le qualità organolettiche (la saanen presenta nel latte un tenore di grasso del 3,05% e di 2,98% di proteine; la camosciata 3,10% di grasso e 3,20 di proteine) del latte prodotto che è trasformato direttamente in azienda in formaggio, trovando ottima collocazione sul mercato e spuntando prezzi compresi tra i 13 ed i 15 euro/kg; dunque, un reddito non trascurabile per l’azienda.

Ed ecco la situazione in Valle Brembana. Il quadro generale vede una presenza sul territorio di 25 aziende di cui una decina iscritte al libro genealogico e sottoposte a controlli funzionali per il miglioramento degli allevamenti. In tali aziende – sempre considerando le capre in lattazione – sono presenti circa 150 capi saanen e 170 camosciate.

Il dato si completa con la razza orobica (un migliaio in provincia e soltanto 150 capi iscritti) stanziata in Val Fondra (le aziende controllate sono 7) con circa un centinaio di capi produttivi (specifiche caratteristiche del loro latte un tenore di grasso del 3% e di proteine del 2,85), allevata prioritariamente per il capretto (che trova pronta collocazione sul mercato indipendentemente dalla razza) che a 60 giorni dalla nascita può raggiungere un peso compreso tra i 13 ed i 15 chilogrammi di peso.

Quanto al comparto agrituristico, in Valle Brembana è presente in tre strutture: Casa Eden di Cornalita di San Giovanni Bianco, La Peta di e di Scalvino di . Alla manifestazione di domani saranno protagoniste le capre , in larga misura chiaramente quelle della Valfondra: l’arrivo e la sistemazione dei capi alla Gardata sono previsti alle 9; l’inizio lavori della giuria di valutazione alle 10, le premiazioni alle 12.

L’Eco di Bergamo

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