– Vacanze natalizie con superlavoro per il pronto soccorso dell’ospedale di San Giovanni Bianco. Dagli ultimi giorni di dicembre fino a sabato scorso i medici e il personale sanitario hanno dovuto fronteggiare un’imprevista situazione di sovraffollamento. Diversamente dagli anni passati, infatti, molte persone hanno richiesto l’intervento dell’unità operativa del Pronto soccorso, praticamente il doppio del solito. Tra le cause di questo superlavoro, l’intenso afflusso di villeggianti e turisti, soprattutto nei giorni a cavallo tra la fine e l’inizio dell’anno, con i conseguenti infortuni sulle . Oltre ai molti incidenti, stradali e non, determinati dalla presenza di ghiaccio sulle strade nei giorni tra mercoledì e venerdì scorsi, che si sono sommati ai casi ordinari di ricovero. Risultato: una media di 60 persone al giorno, con punte di 75, a differenza della normale media di 35-40 pazienti.

Una dritta per il futuro
«È la prima volta che si verifica una situazione del genere durante le vacanze natalizie – spiega la responsabile del pronto soccorso di San Giovanni Bianco, Maria Palmira Giudici –. In agosto, quando la valle accoglie i suoi villeggianti, predisponiamo sempre la presenza di due medici nel servizio, mentre durante il periodo di Natale ce n’è uno soltanto. Probabilmente l’anno prossimo, visto il sovraffollamento di questi giorni, potenzieremo il personale medico del pronto soccorso».

Quattro ore di attesa
Ma quali sono gli effetti di questo sovraffollamento? «Indubbiamente la difficoltà di far fronte a un numero così alto di infortunati offrendo loro il massimo dell’efficienza – continua la responsabile –. Grazie all’inserimento, dal dicembre scorso, del triage, però, possiamo ridurre i tempi d’attesa di quei pazienti che hanno una criticità del quadro clinico maggiore». Il triage è un sistema di accoglienza dei pazienti basato sulla gravità del quadro clinico rappresentato da un codice colore (dal rosso per i casi più critici al bianco per i non urgenti). Ma in questi giorni un codice bianco poteva aspettare fino a quattro ore.

«Prima dal medico di base»
Le soluzioni che si prospettano sono due: «Potenziare il personale del pronto soccorso è la soluzione più immediata – spiega la dottoressa Giudici –. Tuttavia ne esiste una seconda, vale a dire educare la gente, come avveniva in passato, a ricorrere al medico di base prima di recarsi al pronto soccorso. Perché in molti casi è sufficiente l’intervento del medico di famiglia o della guardia medica».

Alberto Marzocchi – L’Eco di