Valle Brembana – «Quando si tagliano i fondi ai trasporti pubblici, sono soprattutto le zone periferiche a risentirne». Sono le parole di Giovanni Salvi, assessore ai Lavori pubblici e ai Trasporti della Comunità montana , sulla soppressione del servizio a chiamata dei trasporti pubblici nelle valli bergamasche e alla modifica di alcuni orari che, specialmente a e a , stanno creando alcuni disagi. Da quest’estate Salvi sta trattando con la Provincia per avere spiegazioni e qualche garanzia in più. «Ho posto il problema in Provincia – ha spiegato l’assessore brembano – ma mi è stato risposto che non ci sono più risorse.

Il servizio a chiamata è stato definitivamente chiuso il 12 settembre in tutte le valli. Doveva essere già abolito a giugno, ma è stato prorogato fino al mese scorso. Grazie a esso gli utenti potevano chiamare un numero di telefono specifico e richiedere una corsa di bus aggiuntiva dietro pagamento. I motivi che hanno portato alla soppressione di questo servizio sono la mancanza di fondi e il poco utilizzo, secondo la Provincia, del servizio. Venne istituito nel 2007 in sostituzione di alcune corse eliminate per garantire dei risparmi. Ora la Provincia ha riconosciuto che per mantenerlo attivo i sono eccessivi». «A Cassiglio – continua Salvi – hanno tolto il servizio a chiamata e modificato gli orari. Ciò ha provocato dei disagi. I nuovi orari sono dettati dalle coincidenze con i bus che partono e che arrivano a . A Roncobello gli studenti che tornano a casa sono costretti ad attendere del tempo in più una corsa che potrebbe essere anticipata. Il problema è che con i tagli ai trasporti sono i paesi periferici, come Cassiglio e Roncobello, a soffrire maggiormente».

E da uno dei due comuni ’alta Valle Brembana arrivano le prime lamentele: «Da metà settembre hanno cancellato il servizio a chiamata, grazie al quale si poteva raggiungere Piazza Brembana – dice una residente di Cassiglio –. Era un servizio vantaggioso per la valle. Era sufficiente telefonare all’azienda e da Piazza Brembana mettevano a disposizione un taxi che copriva l’alta valle. Oltre a ciò hanno modificato gli orari delle corse. Ora ce n’è una al mattino, alle 7, e una di ritorno alle 13. Così siamo costretti ad attendere cinque ore per rincasare. A questo bisogna aggiungere che a Piazza Brembana non esiste una sala d’attesa e col freddo che arriverà tra poco si è costretti ad aspettare sulla pensilina o ad andare al bar. Continuando a togliere i servizi, va a finire che la valle si spopola».

Alberto Marzocchi – L’Eco di