È arrivato. Eccome se è arrivato. L’inverno è servito – «l’éra pò ura» dicevano ieri al bar – e il peggio è atteso nel weekend: meno 18° centigradi a , meno 19° a Gromo e Valbondione e giù a picco fino ai meno 20° di , Schilpario e Colere (dati solution).

Sarà un crescendo, o , un calando fino almeno a lunedì, con la colonnina di mercurio che precipiterà a valori vicini ai record. A non si agguanteranno quei meno 18° centigradi toccati il 9 gennaio del 1954 – il giorno più freddo fino a ieri, cerchiato in rosso nelle carte statistiche di Marco Bertolini, ex responsabile dell’osservatorio meteo dell’Istituto di cerealicoltura di -, ma, secondo le (che come si sa, oltre le 72 ore vanno prese con le pinze), in città domenica si scenderà con la minima fino a meno 10°, meno 12° a , idem a Ponte San Pietro, poi meno 17° a Clusone per arrivare a temperature più «ragionevoli» sul lago, a Lovere e Sarnico, dove comunque si andrà ben sotto lo zero, 10 gradi oltre.
Dal 1951 in qua – sempre con le carte di Bertolini alla mano – il 1° febbraio più freddo della storia di Bergamo è stato quello del 1987: si toccò meno 8,2°. Domenica 5 si va sotto: meno 10. C’è pane per chi lavora sui record. Di temperature, perché di ancora se ne parla poco o niente. Ieri fiocchi gelati un po’ ovunque, ma senza grandi soddisfazioni (dipende dai punti di vista…), oggi per l’ultimo giorno della «merla» non sono previste nevicate, domani si replica. Ma poca cosa, scordiamoci l’abbondanza del 1985, quell’anno conficcato nella memoria quando a Bergamo scesero complessivamente 76 centimetri di . In città, figuriamoci tra valli e pianura.

No, la neve per ora sta a cuccia pure lei, fa troppo freddo. Anche se, visto come si addensano le cose in cielo, c’è qualche autorevole esperto che quella data – 1985 – l’ha tirata in ballo, magari per settimana prossima inoltrata, ma si vedrà.
Intanto, dunque, è il freddo che fa notizia. Già ieri la cartina in «real time» del Centro meteo lombardo ha fotografato per tutto il giorno una mappa della sempre sotto zero. A un certo punto del primo pomeriggio solo in pianura e sul Sebino sono spuntati alcuni più 1°. Ma per il resto, tutti sotto, con picchi di gelo ad alte quote: meno 10 a Foppolo, ma anche meno 5 a Clusone, meno 3 a Ponte San Pietro, meno 2 a Bergamo e Treviglio. Da domani a domenica, previsioni uniformi: sempre sotto zero, tutti. Come nel resto dell’Italia, dove sono attese temperature rigidissime ovunque, con una punta di meno 30 a Livigno. Ma, niente di strano sotto il sole (o la neve): i giorni della «merla» non tradiscono e i vecchi che la sanno lunga non si scompongono. Un po’ di più chi lavora, ha i figli a scuola e, in generale, non può fare a meno di uscire di casa. «Non la neve, ma il gelo preoccupa» dice Renato Stilliti, dirigente del settore Viabilità della Provincia, che per il piano di sgombero neve e salatura strade per il 2012 ha stanziato circa 3 milioni di euro. Il territorio è stato diviso in 70 lotti, ognuno con un’impresa incaricata di entrare in azione sia per gettare il sale (che però con temperature sotto i 4 gradi al suolo non è più efficace), che per l’eventuale sgombero neve. «Sono tutti costantemente allertati – assicura Stilliti –. Raccomando comunque gomme da neve o catene a bordo».

Le scuole restano aperte
Sul fronte della Protezione civile della prefettura, nessun allarme: ieri numerose chiamate al centralino per sapere se le scuole oggi sarebbero state aperte. «Allo stato attuale – ha detto ieri il viceprefetto aggiunto Adriano Coretti – non sono stati presi provvedimenti di carattere generale, che verranno presi qualora la Provincia segnalasse l’impraticabilità della rete viaria». Non si esclude che qualche sindaco possa decidere in autonomia, nei prossimi giorni, la chiusura delle scuole in caso di rischi dovuti al gelo o alla neve. Oggi il pericolo dovrebbe essere scongiurato (bimbi, domani ancora neve, chissà…).

Claudia Mangili – L’Eco di Bergamo