Gervasoni, la precisione resiste ad alta quota
La crescita nonostante le difficoltà di comunicazioni in valle: a Brembilla una navetta collega i 4 impianti L’azienda di minuteria meccanica sfonda nell’export (quasi l’80%) con un sito strategico in Bulgaria. Alta precisione in alta quota. In Val Brembilla c’è chi riesce a conciliare la qualità con le difficoltà oggettive di un territorio i cui collegamenti «alla moviola» incidono sulla competitività. Tra le tante medie e piccole realtà che in questi anni si sono ritagliate un spazio importante nel proprio settore c’è sicuramente il gruppo Gervasoni, azienda contoterzista che coniuga alla consolidata tradizione meccanica della zona, un’elevata e quasi «maniacale» specializzazione, ormai fondamentale per riuscire a restare sul mercato globale.


«Bravura e capacità dei singoli - spiega il presidente e fondatore del gruppo Bono Gervasoni - sono ancora una qualità importante, ma devono sapersi fondere con una continua innovazione tecnologica. Così siamo riusciti a superare i momenti critici, continuando un’espansione anche fuori dai confini italiani, delocalizzando alcune attività ma ben consci che il nostro futuro resta e resterà sempre legato alla nostra valle».
Fondato a Brembilla 45 anni fa, il gruppo, che produce componenti meccanici torniti di alta precisione, rifornendo i settori automotive, pneumatica e oleodinamica, è cresciuto senza strappi, acquisendo negli ultimi 10 anni realtà limitrofe come l’Euromagneti di Almè e l’Omf di Albino, per poi sbarcare in Bulgaria, dove è stata rilevata la Stratus che oggi rappresenta il «ponte» ideale verso i mercati dell’Est europeo e di un’altra nazione particolarmente strategica come la Turchia.
Anche gli organici hanno accompagnato questa espansione: «Pensare che nei primi anni - ricorda il presidente - eravamo solo due soci con un macchinario che funzionava 24 ore su 24 nella cantina di casa e noi che ci dividevamo i turni a metà, senza guardare troppo se si lavorava di giorno o di notte. Oggi quei tempi sono lontani: l’azienda ha saputo svilupparsi arrivando a un organico di 400 dipendenti, di cui la metà impiegata a Brembilla. Un risultato che ci rende orgogliosi e che testimonia la nostra capacità di misurarci in un mercato, quello della subfornitura meccanica di alta precisione, che è diventato estremamente selettivo». Risultati importanti, come testimonia il balzo del fatturato (+8% nell’ultimo anno, che sfiorerà i 40 milioni di euro) e l’ulteriore dilatazione dell’export che ormai rappresenta il 78% della clientela, ottenuti anche grazie a un’altra «mission» in cui il gruppo ha investito grandi risorse: «Crediamo molto nella formazione del personale - spiega il direttore generale Lino Bussei - che avviene per il 95% all’interno dell’azienda, trattandosi di macchinari ad altissima tecnologia, con un addestramento mirato. Occorre dotare i giovani soprattutto di una sensibilità particolare verso questo tipo di produzione. A volte si fa fatica a trovare certe figure professionali: per esempio, periti bravi ad esempio, sono diventati quasi introvabili».
Fatalmente lo sviluppo che l’azienda ha conosciuto soprattutto negli ultimi 15 anni, va a cozzare con gli ormai cronici problemi di viabilità e collegamenti della Valle: «Nessuno di noi vuole fare la vittima e probabilmente certi discorsi sono stati già ripetuti fino alla nausea - ammette Bono Gervasoni - eppure non possiamo nasconderci che l’inadeguatezza delle infrastrutture continua a gravare in maniera pesantissima sui nostri costi. Ecco perché ogni tanto qualche azienda decide di andarsene. A volte anche a noi è venuta la tentazione, ma siamo troppo legati al territorio e alla sua gente, che rappresenta il nostro vero valore aggiunto. Però è sconcertante come su questi problemi si continui a parlare tanto, senza mai risolverli. Tra l’altro una volta, aziende nella nostra situazione godevano almeno di qualche sgravo fiscale: oggi neanche quello. Per fortuna, al collasso delle strade si contrappone l’efficienza e l’espansione dello scalo di Orio, una grande risorsa: tra l’altro a partire dal prossimo febbraio è previsto un volo diretto per la Bulgaria, rotta quanto mai gradita per il nostro gruppo». Alle carenze delle comunicazioni, si aggiungono problemi di spazio nella stessa Brembilla: «Quando abbiamo cercato di allargarci - spiega Bussei - abbiamo dovuto farlo in quattro siti diversi nello stesso Comune, perché ormai lo spazio a disposizione per gli insediamenti è limitatissimo: così ora abbiamo una serie di navette con il materiale a bordo che continuano a fare la spola tra uno stabilimento e l’altro».

Maurizio Ferrari - L’Eco di Bergamo 12/12/2006