Brembilla, apre lo stabilimento modello
Oggi l’inaugurazione del nuovo impianto Unicalce, un investimento da 15 milioni di euro È il secondo al mondo con una tecnologia svizzera che consente riduzione di sprechi e minori consumi. Inaugurazione ufficiale quest’oggi a Brembilla per un impianto all’avanguardia a livello mondiale nel settore della calce. Con un investimento di circa 15 milioni di euro la Unicalce, che a Brembilla ha anche la sede legale, mentre la sede amministrativa è a Lecco, ha realizzato nel suo stabilimento per la produzione di calce viva e calce idrata per usi industriali un nuovo forno ad alta efficienza che permette di ridurre la quantità di calcare impiegato a parità di produzione.

La tecnologia della svizzera Maerz utilizzata nell’impianto consente infatti di utilizzare anche pezzature piccole (10-30 millimetri) di calcare (carbonato di calcio, materia base per la produzione di calce) che in un forno tradizionale non possono essere utilizzate perché lo occluderebbero e che pertanto finora erano vendute all’esterno per impieghi meno pregiati quali in particolare l’utilizzo come minerale inerte per costruzioni stradali. La possibilità di utilizzare queste pezzature minute - tra l’altro prodotte in quantità rilevante dalla cava di approvvigionamento dello stabilimento - comporterà una riduzione di costi e minori sprechi, oltre a una riduzione dell’impatto ambientale, con l’allungamento della possibilità di estrazione dal giacimento di calcare (carbonato di calcio) di Brembilla. Per l’estrazione è stata realizzata un’innovativa cava in galleria, dichiarata da un decreto ministeriale ad elevato risparmio energetico, che prevede 14 camere sotterranee alte 120 metri, larghe 30 e lunghe 200, dalla quale dipende l’approvvigionamento dei tre impianti bergamaschi. La durata prevista della miniera, avviata tre anni fa, è di una ventina d’anni, ma per assicurare il futuro della produzione e avere una garanzia di continuità di lavorazione l’azienda ha chiesto sei anni fa l’inserimento di una nuova cava a Zogno nel piano regionale: l’iter è ancora in corso.

Tornando al nuovo forno, solo un impianto in Messico è paragonabile a quello ora avviato a Brembilla, ma lo stabilimento bergamasco è ancora più tecnologicamente avanzato dato che si spinge all’utilizzo di pezzature ancora più piccole. Per la realizzazione dell’impianto, nella quale sono state impiegate quasi esclusivamente aziende fornitrici del territorio della provincia, è stato necessario oltre un anno di lavoro. Iniziata nella primavera del 2005 la costruzione si è conclusa in estate, dopodiché si sono svolti i test e le prove di produzione. La realizzazione è stata complicata dal fatto che l’intervento è stato effettuato «a stabilimento aperto». L’attività non è mai stata interrotta e lo stabilimento ha continuato a lavorare come sempre a ciclo continuo, senza fermate nemmeno nei mesi di agosto e dicembre o nelle festività.

L’investimento realizzato ha effetti in parte sostitutivi e in parte aggiuntivi della capacità produttiva. Dall’attuale forno a doppio piano inclinato da una capacità nominale di 180 tonnellate di calce prodotta al giorno si passa a un forno rigenerativo da una capacità nominale di 270 tonnellate di calce prodotta al giorno, con l’aggiunta della possibilità di utilizzare anche le piccole pezzature. Anche se il forno precedente era comunque di tecnologia relativamente recente dato che la sua costruzione risale agli anni Novanta, con il nuovo forno «rigenerativo», studiato per il massimo recupero di calore, permetterà un risparmio energetico stimabile intorno al 20%, con una riduzione delle emissioni prodotte, già inferiori ai limiti di legge, a parità di calce prodotta. Inoltre consentirà un miglioramento della qualità della calce prodotta con un abbattimento del massimo residuo in biossido di carbonio al 2% dal 6-8% medio del precedente forno. L’inaugurazione di questa mattina sarà preceduta da una presentazione al Castello di Clanezzo sotto lo slogan «Puntare in alto, guardando al territorio» alla quale seguirà la visita guidata dello stabilimento con personalità politico istituzionale della Val Brembana e del territorio per metterli alla conoscenza dell’importanza dell’investimento per l’economia della zona e anche dell’impegno dell’azienda nell’adottare accorgimenti per la riduzione dell’impatto ambientale.

Stefano Ravaschio - L’Eco di Bergamo 11/11/2006