Dopo 30 anni di tentativi Brembilla pronto all’acquisto. Stanziati 88 mila euro, il valore stabilito dal Demanio. Ospiterà servizi sociali. Ok al nuovo mercato, da lunedì in via Don Rizzi: «Più e posti auto». L’edificio e il terreno dell’ex poligono di tiro a segno di , di proprietà del Demanio e ormai in stato di degrado, andrà all’asta. E, dopo anni di tentativi, l’amministrazione comunale avrà la possibilità di acquistarlo per utilizzarlo a fini sociali.

Offerte entro il 4 novembre
L’altra sera, il Consiglio comunale di Brembilla, infatti, ha approvato all’unanimità la partecipazione alla gara d’appalto, con offerte da presentare entro il 4 novembre. «Sono trent’anni che il Comune di Brembilla tenta di portare a casa quell’edificio – ha detto il sindaco Gianni Salvi – con ripetuti incontri a Roma e , con i rappresentanti del Demanio. Ma non si è mai riusciti ad acquistarlo. Finalmente ora abbiamo la possibilità di chiudere la partita, una volta per sempre. Parteciperemo all’asta proponendo il valore stabilito dal Demanio, ovvero 88 mila euro. Avremo, comunque, diritto di prelazione: se qualcun altro farà un’offerta maggiore noi potremo acquistarlo allo stesso prezzo, senza possibilità di rilancio da parti di altri». Peraltro, circa due anni fa, il Comune, con trattativa diretta, aveva acquistato anche parte dell’area circostante il poligono di tiro. D’accordo sull’acquisto i consiglieri di minoranza della Lega Nord che, però, hanno espresso preoccupazione sulla possibilità che qualche privato possa partecipare all’asta.

«Il prezzo di base d’asta stabilito dal Demanio è appetibile – ha detto Pierantonio –. Era arrivare a una trattativa diretta». «Purtroppo il Demanio ha deciso di metterlo all’asta e ha rifiutato la trattativa diretta, abbiamo comunque diritto di prelazione e, a nostro vantaggio, anche la proprietà dei terreni adiacenti», ha risposto il sindaco Salvi.

«Valuteremo eventuali rialzi»
«Occorre poi ricordare – ha aggiunto l’assessore ai Lavori pubblici Elena Locatelli – che si tratta di un edificio vincolato dal ministero dei Beni culturali, quindi non potrà essere adibito a residenza privata e non si potrà neppure demolire: difficile possa interessare a qualcuno. Nell’acquisto del terreno di due anni fa la trattativa diretta era possibile, qui probabilmente no, proprio perché si tratta di edificio vincolato». «Se ci saranno offerte al rialzo – ha concluso il sindaco – ci ritroveremo in Consiglio per decidere cosa fare. E una volta acquistato penseremo alla destinazione d’uso». L’ex poligono di tiro (si trova nei pressi del piazzale del Volontariato, accanto alla provinciale), costruito a inizio Novecento e chiuso dal secondo dopoguerra (venne anche utilizzato come abitazione), dopo il recupero, dovrebbe essere utilizzato a fini sociali: tra le ipotesi un asilo nido, la biblioteca o le associazioni. «Ma sulla destinazione discuteremo una volta certa l’acquisizione», ha detto il sindaco.

Bancarelle anche sul sagrato
Sempre durante la seduta dell’altra sera, il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la nuova ubicazione del mercato settimanale del lunedì che dal parcheggio dietro il municipio, dal prossimo 19 ottobre, sarà spostato in via Don Pietro Rizzi (a partire dalla piazzetta davanti al municipio), quindi sul sagrato parrocchiale e in via IV Novembre, poco prima dell’asilo.

«Con il mercato disposto nel parcheggio, via Don Rizzi e il sagrato diventano caotici e trafficati. Cosa che crea pericoli per la sicurezza, soprattutto per i bambini del vicino asilo – ha detto l’assessore al Damiano Zambelli –. Posizionando le bancarelle in via don Rizzi, il parcheggio resterà libero, soprattutto per chi arriverà dalle frazioni e per chi ha problemi di deambulazione, e il mercato, in quella posizione, sarà anche motivo di maggiore incontro e festa per la comunità. Gli stessi ambulanti dovrebbero trarre beneficio dalla nuova posizione del mercato». Per voce del consigliere Busi, la minoranza ha accolto la proposta, rimarcando però il problema, sorto recentemente in quella zona, del pericolo causato, a pedoni e ciclisti, dai cubetti di porfido della strada, rotti e mossi. «Il problema ci è stato segnalato anche da diversi anziani – ha risposto il sindaco –. Si tratta di un difetto di produzione delle pietre che stiamo cercando di risolvere: l’ufficio tecnico è stato incaricato per trovare una soluzione, forse con alcune resine che possano tenere uniti i cubetti».

L’Eco di