Brembilla – Chiare, fresche e… «carissime» acque. Succede a dove oltre 200 famiglie, a fine 2009, avrebbero ricevuto una bolletta dell’acqua superiore al consumo effettivo. È la conclusione a cui è giunta recentemente Uniacque, attuale gestore del servizio idrico del paese, effettuando le letture dei contatori. «Per oltre 200 famiglie – dicono da Uniacque – abbiamo riscontrato una lettura reale del consumo più bassa di quella che il precedente gestore (una ditta veneta, ndr) aveva registrato e quindi fatto pagare a settembre 2009. Evidentemente c’è stato qualche errore che, naturalmente, non dipende dalla nostra gestione».

La controversia
«Non possiamo ovviamente restituire i soldi dati in più dai cittadini a suo tempo – continuano da Uniacque – perché non li abbiamo incassati noi ma il gestore precedente. L’unica cosa che possiamo fare è partire dalla lettura reale che abbiamo rilevato noi, in pratica regalando ai cittadini un anno di consumo e applicando la sola quota fissa. Per i cittadini è come se avessero pagato in anticipo quanto avrebbero dovuto dare a noi». «Stiamo aspettando da Uniacque gli indirizzi delle famiglie coinvolte nella questione – dice il sindaco Gianni Salvi – quindi avviseremo i nostri cittadini di quanto successo».

Replicano dalla ditta veneta: «Nessuno ci ha mai comunicato errori di lettura dei contatori, né la società Uniacque né tantomeno i cittadini. Mi sembra assurdo che si possano gonfiare i consumi di un anno e mezzo senza che nessun utente se ne possa accorgere». Proprio con la ditta veneta, gestore del servizio idrico di Brembilla fino al 2009, peraltro, l’Amministrazione comunale, dal 2005, ha in corso un contenzioso. «La ditta – dice il sindaco Gianni Salvi – pretendeva un milione e 300 mila euro per investimenti che, a nostro parere, non ha mai fatto». Così si è arrivati allo scontro legale. Con il Comune costretto a difendersi, prendendo un proprio avvocato. «Ma alla fine – dice il sindaco – la ricerca della soluzione è stata peggiore del male».

Lo scontro con l’avvocato
Perché il contenzioso si è aperto pure col proprio avvocato che, secondo l’Amministrazione comunale, avrebbe chiesto compensi eccessivi per il lavoro svolto. Tutta la vicenda è stata riassunta nei giorni scorsi durante il Consiglio comunale, costretto ad approvare un debito fuori bilancio per poter pagare proprio l’avvocato.

«Secondo noi i compensi chiesti dall’avvocato sono eccessivi – ha detto il sindaco –. Nonostante i nostri tentativi di arrivare a una conciliazione ora l’avvocato ci chiede 460 mila euro. Non possiamo accettarlo». Il Comune aveva già versato all’avvocato quasi 200 mila euro ma il tribunale, in attesa del giudizio, ha imposto all’Amministrazione comunale di versare anche gli altri 260 mila euro chiesti dal legale. Da qui l’approvazione in Consiglio comunale del debito fuori bilancio di 260 mila euro, con il solo voto favorevole della maggioranza («debito – precisa il sindaco – che non rinvia in alcun modo le opere previste dal Comune»). Mentre il Comune si è visto costretto a prendere un nuovo legale, per proseguire nella causa con la ditta veneta e ora anche per contestare le richieste del precedente avvocato.

L’Eco di

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