Alta – Lavori al palo, da almeno sei anni. Anzi, lavori mai iniziati. E il tratto di che, per 500 metri, sale dal bivio di verso , resta sempre pericoloso. Siamo in territorio di Branzi ma la strada è fondamentale per l’accesso a e , quindi a tutto il comprensorio sciistico di Ski. Una vera e propria odissea quella della prevista messa in sicurezza del tratto di provinciale: assegnati all’impresa vincitricedel bando nel novembre 2007, per una spesa di circa due milioni di euro, di fatto i lavori non sono mai partiti. Barriere e reti di protezione Il percorso pericoloso è di circa 500 metri: qui la carreggiata è larga, in alcuni punti, non più di quattro metri, con uno strapiombo da un lato e le rocce della montagna dall’altro. Già dal 2007 la Provincia aveva in programma di mettere in sicurezza la strada allargando la carreggiata, posando barriere e reti sulle rocce. Ma problemi con l’impresa che aveva vinto l’appalto, allungarono i tempi, fino allo scioglimento del contratto.

Si arriva così a un nuovo progetto e a una nuova gara d’appalto, nel 2011. «L’offerta presentata dall’impresa che si aggiudicò la seconda gara, però – spiega il dirigente del settore Viabilità della Provincia Renato Stilliti – venne ritenuta anomala per un ribasso troppo elevato e ingiustificato. Così accadde anche per l’impresa arrivata seconda nel bando. A quel punto la gara è stata assegnata alla terza impresa ma, anche con questa (nel frattempo aveva cambiato ragione sociale, ndr) sono subentrati problemi di natura amministrativa». «Se anche questa terza dovesse saltare – prosegue Stilliti – dovremo valutare con i nostri legali se assegnare il cantiere alla quarta impresa classificatasi nella gara oppure indire un nuovo bando. Nei prossimi giorni dovremo prendere una decisione». Esplosivo speciale Ma in caso di nuovagara i tempi si allungherebbero ancora tantissimo. E già sono sono trascorsi sei anni. Nel 2007 l’impresa che si aggiudicò i lavori realizzò solo la strada di accesso al cantiere e posò alcune reti di recinzione e paramassi. Poi, basta. L’intervento, del costo dicirca due milioni di euro prevede l’allargamento della strada da quattro a sei metri, con tratti a sbalzo.

Le rocce saranno ripulite e verranno posate reti di protezione per la caduta massi. Tra le problematiche da affrontare c’è la demolizione delle rocce a monte della provinciale, necessaria per allargare la carreggiata. Intervento per il quale, già due anni fa, era stato individuato un esplosivo speciale: una miscela che inserita nella roccia e, una volta innescata, distrugge la parete senza forti esplosioni, in modo da salvaguardare le abitazioni sottotanti. L’allargamento della strada è particolarmente atteso dai residenti della Val Fondra. Oggi, infatti, l’unica protezione dallo strapiombo è costituita da un muretto, insufficiente per garantire sicurezza. Da tempo, peraltro, i genitori dei ragazzi che frequentano le scuole della valle, sollecitano una sistemazione, visto che il tratto di strada è percorso dallo scuolabus.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di