Branzi – L’inverno si avvicina e con la stagione fredda il pericolo di superneve, come l’anno scorso. Il Comune di Branzi è già corso ai ripari per tempo, con un progetto di barriere antivalanga in località Pizzo dell’Orto e Grande. Servono quasi 600 mila euro, chiesti alla Regione che dovrebbe coprirli con i fondi della cosiddetta legge (interventi seconda fase). Ieri la Giunta provinciale ha dato parere favorevole ai 297 metri di sbarramento fermaneve, che comportano la bonifica di circa 0,75 ettari di area di distacco, indicativamente la porzione compresa tra i 2.000 e i 1.970 metri di quota.

La necessità dell’infrastruttura deriva dal fatto che Valle Grande è periodicamente interessata da una valanga, che staccandosi dai ripidi pendii dei versanti occidentali del Pizzo dell’Orto può raggiungere la comunale Cagnoli-Gardata e alcune zone edificate sul fondovalle. L’amministrazione comunale ha già provveduto a realizzare un primo lotto di mitigazione del rischio, i cui lavori sono stati conclusi e collaudati nel dicembre 2008. Si è trattato del potenziamento di sette nuove file di reti fermaneve, tra quota 2.000 e 2.050, per oltre 290 metri di lunghezza. Le parti più esposte al pericolo sono, come si diceva, la Cagnoli-Gardata, ma anche gli edifici posti a ridosso dell’arteria, oltre alla parte adiacente al della frazione San Rocco, l’area residenziale all’estremità Nord della frazione Cagnoli, le aree adibite a parcheggio e verde pubblico lungo la Cagnoli-Gardata. Proprio per mettere al sicuro e infrastrutture è stato chiesto il finanziamento per il secondo lotto di paravalanghe.

Variante, lavori tra un anno
E come annunciato nei giorni scorsi, la Giunta di Ettore Pirovano ha dato l’imprimatur anche al progetto definitivo della variante di , opera da 61 milioni e 400 mila euro (coperti dalla Regione), i cui lavori dovrebbero partire nel settembre 2010 per concludersi in quattro anni. «Con questa delibera – spiega il vicepresidente della Provincia e assessore alla Viabilità Giuliano Capetti – si dà il via alla procedura per gli espropri e all’occupazione delle aree private e si adotta la procedura di appalto integrato». Il che comporta che una volta individuata l’impresa esecutrice, questa avrà due mesi di tempo per fare il progetto esecutivo. Ma andiamo per ordine.

Quali sono i prossimi passi, dopo il via libera di ieri in Giunta? «Domani (oggi, ndr) – li riassume Capetti – trasmetteremo all’unità tecnica dei lavori pubblici della Regione il progetto, perché venga validato entro metà novembre. A questo punto la procedura amministrativa sarà completata, si passerà alla pubblicazione del bando entro fine anno». Da qui la tabella di marcia è già fissata: tre mesi per presentare le offerte e altri tre mesi per verificare eventuali «offerte anomale», ovvero ribassi molto elevati da giustificare. Entro giugno, quindi, si conta di individuare l’impresa vincitrice, che da contratto avrà 60 giorni di tempo per il progetto esecutivo. «A settembre 2010 – annuncia Capetti – se tutto andrà bene, si potrà aprire il cantiere. Un’opera tra le più importanti per il territorio e soprattutto per dare un ulteriore contributo di sviluppo alla Valle ».

Entro breve verrà convocata una conferenza per presentare un video del tracciato, che prevede anche due gallerie (di 600 e 1.730 metri), tre ponti tra i 20 e i 35 metri, un viadotto a tre campate di 35 metri, una rotatoria al caposaldo Nord e uno svincolo a salto di montone al caposaldo Sud.

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