Foppolo-Rifugio-Dordona51Alta Brembana – Vandali in azione sui del Club alpino italiano a Branzi. Nei giorni scorsi, alcuni volontari del Cai, armati di pittura e pennello, hanno riverniciato i segnavia lungo i 117A e 117 che dal centro abitato portano alla località Forcolino di Torcola. Il tracciato si sviluppa su un dislivello di circa mille metri e ha comportato un intervento di varie giornate di lavoro. L’amara sorpresa si è rivelata il giorno in cui era previsto il termine dei lavori: gran parte dei segnavia sono stati nascosti con vernice nera. Chi è l’artefice e con quale finalità ha agito? Sono le domande che si pongono all’unisono l’amministrazione comunale, la Pro loco e il Cai che lavorano in rete per promuovere la zona. «Abbiamo terminato da un mese il secondo lotto di intervento di sistemazione del 117A, tramite la Comunità montana – spiega il primo cittadino Gabriele Curti –.

Questi gesti sono insensati e inaccettabili». La Pro loco, a giugno, ha realizzato degli opuscoli per promuovere i sentieri che circondano il paese. E alle parole del sindaco fanno da eco quelle del presidente della Pro loco, Roberto Arizzi. «Lavoriamo in sinergia con altri enti per valorizzare il territorio e creare turismo ed è assurdo che ci siano che fanno questi dispetti». Incredulo e amareggiato è il presidente del Cai dell’alta Valle Brembana, Andrea Carminati.

«Si sono purtroppo verificati altri casi di vandalismo, non frequenti. Sono gesti che danno fastidio e sono sintomo di poco rispetto nei confronti dei nostri volontari che, spinti da pura passione, prestano il loro servizio gratuito. Non capiamo perché ci siano persone che boicottano il lavoro di intere giornate e sono deluso soprattutto dal caso di Branzi perché si tratta di sentieri storici». Di recente sono stati segnalati atti di vandalismo (pannelli divelti e cartelli rotti) anche a , Averara e nelle zone del passo Branchino, a Roncobello, e del rifugio Alpe Corte. «Sono gesti incresciosi, ma fortunatamente sono casi circoscritti e pare che i motivi non siano legati a interessi particolari», precisa Riccardo Marengoni della commissione sentieri del Cai di .

A incoraggiare i volontari, infine, il presidente del Yvan . «Sono situazioni sgradevoli, soprattutto nel caso di Branzi in cui il lavoro di riqualifica e è sostenuto da più soggetti – spiega Caccia –. Questi gesti si scontrano con l’idea di fare turismo, ma auguro a chi ci crede di non scoraggiarsi mai». Pare che lo spray nero non abbia intimorito i volontari e le associazioni. Presto ritorneranno sui sentieri. E nello zaino l’entusiasmo di sempre.

Eleonora Arizzi – L’Eco di Bergamo