Botta di Sedrina pronti piazza e parco giochi
Sedrina Articolo letto da 327 Utenti - Pubblicato il 15 Settembre 2007Area verde dedicata all’operaio morto in un incidente stradale. Botta di Sedrina si è arricchita di una nuova piazza. Il vecchio parcheggio di via Ponte Botta si è infatti trasformato in un’area più vivibile e adeguata alle nuove esigenze della popolazione. Nell’area, che è stata recentemente riqualificata, sono stati ricavati due nuovi campi da bocce, uno spazio aperto adibito a piazza e pavimentato con autobloccanti, oltre a 11 parcheggi. A lato della piazza è stato ricavato anche una nuova area verde, attrezzata con giochi per bambini.
Domani ci sarà l’inaugurazione con la Messa nella parrocchiale di Botta di Sedrina alle 10.30, a cui seguiranno la benedizione della piazza e il taglio del nastro del nuovo parco giochi, dove una targa ricorderà Giovanni Battista Sarchielli, quarantunenne operaio di Botta, morto lo scorso aprile in seguito a un incidente stradale accaduto cinque mesi prima, e tutti i giovani morti prematuramente.
«L’intervento – spiega il vicesindaco Orfeo Damiani – era necessario per poter riqualificare e mettere in sicurezza l’area, ricavando anche uno spazio a verde e una piazza ampia per giochi e spettacoli. Questo è solo il primo lotto di un progetto che prevederà anche la realizzazione di altri parcheggi, l’allargamento della sede stradale e la creazione di un marciapiede». Nel pomeriggio la festa continuerà con uno spettacolo in dialetto bergamasco, aperto a tutti e a ingresso gratuito, dal titolo «Storie di nos vec» messo in scena dal gruppo «Il duo di picche». Per tutta la giornata i più piccoli potranno inoltre divertirsi oltre che sui nuovi giochi del parco anche su gonfiabile messo a disposizione gratuitamente dall’Amministrazione comunale, mentre dalle 16 potranno ritirare un premio. I nuovi campi da bocce, realizzati in manto sintetico, verranno invece inaugurati ufficialmente nel pomeriggio di domani con una partita organizzata dalla sezione Bocciofila della Polisportiva.
L’Eco di Bergamo
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