C’è una casa in festa in questi giorni a Botta di . La casa è quella dei coniugi Albertina Baggi e Gianfranco Lazzaroni, che oggi celebrano il 64° anniversario di matrimonio. Un’unione felice durata tutti questi anni, che ha datto tante piccole e grandi soddisfazioni, come i tre figli, i sette nipoti e i cinque pronipoti. Tutti si ritroveranno domenica per una festa che si terrà in alta Valle Brembana, a Branzi.

Albertina - spiega la figlia Rosetta - cominciò a lavorare molto giovane: aveva solo 12 anni quando cominciò a prestare servizio al linificio di Villa d’Almè e aveva 16 o 17 anni quando mio padre cominciò a farle la corte. Lei era originaria della Botta, lui del capoluogo. Mia madre frequentava la parrocchia e in particolare l’oratorio dove andava per insegnare catechismo ai ragazzi. Mio papà aveva il suo gruppetto di amici ma si fermava a salutarla e presto cominciò anche ad aspettarla fuori dal lavoro. Tutti spostamenti che effettuava con la bicicletta». Una due ruote che è stata sempre una grande passione di Gianfranco: era, infatti, il mezzo con cui si spostava più volentieri, quello con cui andò a fare una gita il giorno dopo il matrimonio, e quella che adoperava solo fino a pochi anni fa, prima di appenderla definitivamente al muro.

Poi arrivarono gli anni della guerra - continua Rosetta - e mio padre dovette stare lontano per ben sette anni. Poca la corrispondenza, tanta la voglia di rivedersi e riabbracciarsi. E una volta di nuovo a casa, ma per pochi mesi, arrivò il matrimonio, celebrato a Botta sabato 10 aprile 1944. Nove mesi e un giorno dopo nacqui io, due anni più tardi mio fratello Alessandro e sette anni dopo Romualdo.

Gianfranco ha lavorato per oltre 30 anni alla «Sace» di Bergamo, come manutentore elettrico dei macchinari. Una volta in pensione ha continuato a coltivare la passione per la bicicletta e a riparare artigianalmente lampadari, stufette e coperte elettriche. Da qualche tempo si diletta anche di pittura, realizzando quadri. Albertina, invece, continua con i lavori a maglia e all’uncinetto, che realizza e distribuisce a tutti i familiari.

Silvia Salvi - L’Eco di Bergamo