Boröle e cagiada fanno il pieno di turisti a Serina

Si conferma sempre efficace, in termini di promozione turistica di Serina, il binomio alpini-allevatori, la più genuina delle espressioni delle nostre montagne bergamasche. Un’efficacia dimostrata anche da alcune centinaia di persone, turisti e valligiani, che nel pomeriggio di sabato scorso, antivigilia di Capodanno, hanno partecipato alla manifestazione allestita nel cortile dell’oratorio San Francesco d’Assisi di Serina dall’«Associazione manifestazioni agricole e zootecniche Valserina» e dal Gruppo alpini di Serina. Due gruppi che sovente collaborano per organizzare iniziative promozionali e benefiche. Anche in questo caso infatti il ricavato dalle offerte raccolte con le degustazioni è andato a beneficio dell’oratorio.

Gli organizzatori hanno proposto ai visitatori un percorso alla scoperta dei sapori e anche delle tradizioni di montagna, ben articolato, dall’angolo per le caldarroste gestito dagli alpini coordinati dal capogruppo Enrico Tiraboschi alla lunga tavolata per la mostra dei formaggi, fino alla preparazione della polenta contadina, angolo affidato alla regia del presidente dell’«Associazione manifestazioni agricole» Franco Locatelli, che per l’occasione è stato aiutato da un gruppo di volontari e dal «Gruppo donne rurali» di Serina. Ma in oratorio c’era pure la «casera», dove erano all’opera i maestri casari Battista Leidi e Fabio Bonzi. A fare da sottofondo musicale, infine, i canti folk del «Gruppo amis de Dosena». Un percorso da guardare, ma soprattutto da gustare: molto apprezzati i formaggi, come pure le boröle, la cui digestione è stata facilitata da abbondanti sorsate di bollente vin brulé.

Con grande attenzione è stata seguita dai presenti, alla casera, la dimostrazione di caseificazione, culminata con la preparazione della cagiada, la «madre» del formaggio, riscoperta da numerosi valligiani non più giovanissimi, per i quali un tempo era il companatico (o si dovrebbe dire «compolentatico») preferito. La cagliata è stata apprezzata e gustata anche dai giovani e dai turisti giunti da tutto il circondario, che l’hanno consumata insieme a un piatto di fumante polenta contadina (arricchita cioè con formaggio), dal caldo profumo intenso, proprio mentre cominciava a fare notte e l’aria si era raffreddata. Il successo della manifestazione è dimostrato anche dal fatto che il cibo, preparato con un’ampia scelta e in gran quantità, è andato tutto esaurito, a conferma che la degustazione in programma negli ultimi giorni dell’anno è ormai un momento irrinunciabile del calendario turistico di Serina.

L’Eco di Bergamo - 6/01/2007