Val Taleggio – Fuori legge: la «Baita & breakfast», ovvero il modello di recupero degli antichi edifici rurali di montagna ideato e funzionante dal giugno scorso in Valle , è stata bocciata dalla . Il progetto, presentato, tra gli altri, dal consigliere regionale leghista Giosuè Frosio, non ha trovato l’approvazione del Pirellone. Che, quindi, non l’ha riconosciuto come nuova forma di ospitalità, accanto alle tradizionali tipologie ricettive: albergo, «Bed & breakfast» e .

A ostacolare il riconoscimento sarebbero stati problemi di natura giuridica: in pratica, la nuova formula della «Baita & breakfast», che prevede la possibilità per il turista di gestire autonomamente l’abitazione, «contrastava con la legislazione nazionale in materia di ospitalità», spiega il consigliere regionale del Pdl Carlo Saffioti, presidente della commissione Attività produttive della Regione.

Il modello di Sottochiesa
La «Baita & breakfast», quindi, per ora resta un modello, peraltro già esistente e funzionante concretamente a Sottochiesa di Taleggio, ma non riconosciuto dalla Regione, escluso così da eventuali agevolazioni fiscali e finanziamenti di cui, invece, potranno godere altre strutture ricettive. Un’idea, quella del recupero delle tradizionali coi tetti in piöde della Valle Taleggio, partita alcuni anni fa, grazie al sindaco Alberto Mazzoleni (ora anche presidente della ). Concretizzata la scorsa estate con il primo esempio al mondo: una vecchia baita acquistata e ristrutturata dal Comune di Taleggio, in cui sono state mantenute le caratteristiche architettoniche tipiche (tetto verticale in piöde, porte a «T» e fienile) e in cui si sono ricavati camera con tre posti letto, due bagni, una sauna a raggi infrarossi, un cucinino e un laboratorio multimediale e interattivo per conoscere l’arte del bergamino. Con la possibilità per i turisti di affittare la baita e avere una colazione a base di prodotti genuini e tipici ma con una gestione autonoma della struttura (quindi senza la presenza di un custode fisso o di un proprietario come, invece, dev’essere in un bed & breakfast).

Il progetto di legge era stato presentato a novembre 2008 e prevedeva anche la nascita di altre due tipologie di ospitalità: l’«albergo diffuso», ovvero un con reception centrale e camere sparse in altre abitazioni e, della «baita diffusa», simile al’albergo ma in edifici rurali. Il via libera dalla Regione è arrivato solo per la tipologia dell’«albergo diffuso» (modello, peraltro, già esistente in altre regioni italiane), con l’estensione alle baite, ma sempre in una gestione unitaria e in locali non distanti più di 400 metri dalla reception centrale; quindi, di fatto, una soluzione difficilmente praticabile per le centinaia di baite sparse in un territorio vastissimo come in Valle Taleggio. Stralciata, invece, quella che sarebbe stata una novità assoluta per il recupero di antichi edifici rurali di montagna, ovvero la «Baita & breakfast». Una bocciatura che, naturalmente, è dispiaciuta al suo ideatore, il presidente della Comunità montana Mazzoleni, ma anche a chi sostiene da anni la salvaguardia della montagna, come l’associazione Ruralpini di Sondrio. «Sono comunque soddisfatto per il via libera al modello dell'”albergo diffuso” – spiega Mazzoleni – nato anch’esso da un mio suggerimento. Il modello innovativo della “Baita & breakfast” poteva contribuire a salvare gli edifici rurali e sarebbe stato un primo passo per appoggiare chi investiva sulla montagna e su un turismo sostenibile».

Uno studio col Politecnico
Un’idea, peraltro, che resta valida e proseguirà. «C’è già in previsione uno studio approfondito in collaborazione con il Politecnico di Milano – continua Mazzoleni – che presenteremo la prossima legislatura, certi dell’attenzione della Regione Lombardia ai problemi della montagna».

«Il veto alla “Baita & breakfast” – spiega il consigliere regionale Frosio – è stato posto dal Pdl per motivi giuridici. E per ottenere almeno il via libera alla tipologia dell'”albergo diffuso”, comunque una conquista importante che consentirà il recupero di borghi e anche di alcune baite, si è dovuto rinunciare a parte del progetto di legge». «Merito della Lega Nord è stato quello di aver tradotto in legge un’istanza che arrivava dal territorio – spiega Saffioti – ed è merito del Pdl se almeno l'”albergo diffuso” è diventato operativo. Eventualmente sarà nostro impegno, nella prossima legislatura, approfondire le possibilità di recupero anche della tipologia della “Baita & breakfast”». Baite della Valtaleggio (e della vicina ) che, intanto, rischiano, però di scomparire, sotto il peso degli anni e dell’abbandono.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di

http://www.valbrembanaweb.it/valbrembanaweb/gallery/taleggio/2009/baita-breakfast/baita-breakfast.html

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