Blello, salvati dalla pianta davanti al burrone
Blello Articolo letto da 194 Utenti - Pubblicato il 2 Dicembre 2007Blello: auto finisce fuori strada in una scarpata Mamma con tre bambini recuperati: sono illesi. Blello Baciati dalla fortuna: Viviana Pagani e i suoi tre bimbi sono salvi, scampati all’incidente che li ha fatti finire con l’auto in una scarpata a un passo da un profondo burrone. Ieri mattina la mamma, al volante della propria Fiat Punto, è uscita di strada a Blello finendo in una scarpata: l’auto si è ribaltata rotolando per una decina di metri fino a fermarsi contro una pianta che ha evitato un salto fatale in un burrone profondo più di 200 metri.
Traditi dalla curva ghiacciata
Madre e figli sono ricoverati al policlinico San Pietro, ma stanno bene, soltanto qualche contusione: un colpo di frusta per la mamma e tanto spavento per tutti. L’incidente si è verificato intorno alle 10,30 quando la signora Pagani che abita nella frazione di Musita del paese di Gerosa, con la Punto e i tre figli, la bimba di tre anni e i maschietti di 5 e un anno, tutti ben sistemati sul sedile posteriore negli appositi seggiolini, si è avviata per recarsi in farmacia a Berbenno, che dista circa 7 chilometri. Stava percorrendo la provinciale che collega Blello con Berbenno, lungo il tratto al confine tra i due paesi quando, affrontando una curva dal fondo ghiacciato, la Punto è uscita fuori strada finendo in una piccola scarpata. Dopo aver cappottato diverse volte, l’auto dapprima è stata rallentata da un masso, quindi ha terminato la sua corsa contro una pianta di circa 30 centimetri di diametro. Un blocco provvidenziale visto che dopo la pianta si apre un burrone profondo più di 200 metri.
Bloccati nella vettura ammaccata
La donna e i suoi tre bambini sono rimasti in auto almeno dieci minuti tentando invano di aprire le portiere bloccate. Gli automobilisti intanto sfrecciavano lungo la provinciale, a poca distanza, senza notare la Punto ribaltata. Ma la signora Viviana non s’è persa d’animo e con il cellulare ha telefonato al marito che era al lavoro a Trezzo d’Adda. La mamma ha anche cercato di distrarre i suoi bimbi, rimasti pressoché illesi, facendoli giocare.
Primi soccorsi da un pensionato
Dopo una decina di minuti l’auto è stata notata da un residente di Berbenno che passeggiava con il suo cane al lato della strada. Ha sentito rumori e voci provenire dalla Fiat, ha raggiunto la vettura e con sua grande sorpresa ha visto la donna e i tre bambini imprigionati. Il pensionato, prese le chiavi dalla mamma, ha aperto la portiera e con cautela, arrampicandosi sul terreno ripido, tutti hanno raggiunto la provinciale. Nel frattempo è scattato la richiesta di soccorsi e sul posto sono giunti l’elicottero del 118 e le ambulanze. Dopo i primi accertamenti medici tutti e quattro i componenti la famiglia di Musita sono stati trasportati al policlinico San Pietro dove sono stati medicati e raggiunti dal capofamiglia. Alla donna è stato messo un collare per il colpo di frusta e tutti sono stati sottoposti agli esami diagnostici. Nel pomeriggio mamma e bimbi sono stati ricoverati in una stanza del reparto di Pediatria dove dovrebbero essere trattenuti fino a domani. Sulla strada di Bello sono arrivati i vigili del fuoco di Bergamo e Zogno con una pattuglia dei carabinieri di Zogno. Verso le 11,30 la Punto, ridotta a una carcassa, è stata recuperata e portata in una autofficina dove sarà demolita.
In tanti si sono fermati a chiedere informazioni dello spettacolare schianto, tra loro anche vicini di casa e conoscenti della signora Viviana. Ma le osservazioni più ricorrenti erano per la sicurezza di questa strada, lungo la quale, in qualche curva mancano i guardrail. Un rischio, visto che il fondo si ghiaccia con esiti imprevedibili.
Remo Traina - L’Eco di Bergamo
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