Blello Se la piccola Blello tiene ancora un po’ il passo con gli altri mini comuni della provincia lo deve alla famiglia di Enrico Locatelli, 32 anni, e Silvia Ghisalberti, 31: gli ultimi due bimbi nati in paese, Lorenzo il 17 maggio 2006 e Matteo lo scorso 4 ottobre, sono loro. Quest’anno gli abitanti sono 91, due in meno dello scorso fine anno, per via delle emigrazioni e di un decesso. Ma siamo sostanzialmente in linea con gli ultimi anni: nel 2004 e nel 2005 Blello contava 90 abitanti, mentre erano 98 nel 2000 e 104 al censimento del 1981. Più che la discesa demografica, al primato di Blello ha contribuito la crescita di Brumano che fino al 2000 contava meno di 90 abitanti e poi ha iniziato un piccolo boom fino a toccare quasi quota cento.

Intanto il piccolo Matteo consente all’anagrafe di Blello di segnare almeno un nato anche quest’anno. E, come non accadeva da decenni, la nascita è avvenuta proprio in paese. Lui aveva tanta fretta di venire alla luce, non ha aspettato di arrivare in ospedale e così Silvia, volontaria del soccorso al comitato della Croce Rossa di Sant’Omobono Terme, lo ha partorito da sola in casa. Una sorta di evento nell’evento visto che da queste parti le nascite sono rare. Figuriamoci se questa avviene ancora tra le mura di casa.

Silvia, originaria di Zogno, geometra libera professionista, ed Enrico, operaio alla Cms e blellese doc, sono una delle poche giovani coppie di Blello. «Quando mi sono sposata – racconta la neomamma – non ho avuto alcun problema a venire ad abitare a Blello. Qui mio marito aveva già casa e la distanza dal posto di lavoro non crea particolari disagi». Vicino ci sono Berbenno e Gerosa, poco più a valle, Brembilla. E i servizi sembrano quindi garantiti. Da due anni arriva anche il pullman della Sab che fa servizio scolastico per i sette ragazzi che frequentano elementari e medie e per i quattro della scuola superiore («È un servizio fondamentale – dice il sindaco Dante Todeschini – che ogni anno ci permette di risparmiare fino a diecimila euro dalle spese comunali»).

Ma c’è un ma. «Nonostante qui siamo in pochi – dice Silvia Ghisalberti – non riusciamo a essere una grande famiglia. Le ultime elezioni, con il paese spaccato in due, purtroppo hanno portato alla luce anche vecchi rancori e divisioni». Allora perché vivere a Blello? «Qui – conclude la mamma di Lorenzo e Matteo – si sta bene. C’è tranquillità e le distanze non sono un problema. Se vogliamo incontrare qualcuno andiamo al bar-trattoria del paese e gli amici sono a Gerosa e Berbenno, quindi vicini. Comunque sia, ne vale la pena».

L’Eco di Bergamo