Blello – La fusione tra i Comuni di , e non si farà. Dopo un cammino iniziato due anni fa, il più piccolo paese della Bergamasca (75 abitanti) a sorpresa fa un passo indietro, mentre gli altri due Comuni scelgono di proseguire da soli. «La vecchia amministrazione di era d’accordo con noi – commenta il sindaco di Gerosa Pierangelo Monzani -. Poi ad aprile ci sono state le elezioni e ora il nuovo sindaco fa inversione di marcia». Della fusione si parlava da tempo, si era già ipotizzato un nome per il nuovo Comune ( Brembilla), mancava il referendum tra i residenti dei tre paesi, tappa fondamentale per decretare la volontà dei cittadini e concludere l’iter. «Nel corso di un’assemblea pubblica è emerso che i nostri abitanti sono contrari alla fusione – spiega il sindaco di Luigi Mazzucotelli -.

Non vogliono che il paese perda la propria identità, gli anziani si sentono traditi, e io avevo promesso di ascoltare le loro esigenze». «Ma quale assemblea – accusa Monzani -, c’erano 12 ed è stato il sindaco ad aizzarle contro il progetto di fusione. Perché non ha invitato anche noi, altri due sindaci? Perché voleva evitare il confronto».

«Le sedie le ho contate, in assemblea c’erano 45 persone – ribatte Mazzucotelli -, inoltre dei nostri sette consiglieri comunali uno solo è favorevole alla fusione. Non posso andare contro tutti, senza contare che Blello non ha esigenze particolari. Perché tutta questa fretta dopo che si è aspettato per anni? Le forze potevamo decidere di unirle su questioni quali il Piano di Governo del Territorio: l’ideale era farne uno per tutta la valle, così avremmo realmente risparmiato soldi». Secondo il primo cittadino di Blello è aspettare le direttive della Regione, e solo in seguito ricominciare a parlare eventualmente di fusione. Ma gli altri due paesi non ci stanno. Venerdì sera il Consiglio comunale di Gerosa ha deciso di abrogare la vecchia delibera e di stilarne una nuova che preveda la fusione unicamente di Gerosa e Brembilla. «Abbiamo approvato il nuovo iter – illustra Monzani – e abbiamo subito avvisato Brembilla. Il sindaco mi ha garantito che anche loro faranno lo stesso entro una decina di giorni».

Spostandoci nella Bassa, anche Isso, Covo e Fara Olivana proseguono l’iter per giungere alla loro fusione. Per ora tra tutti e tre i sindaci c’è sintonia. «In un periodo come questo, unirsi è la scelta migliore – dice il sindaco di Covo Carlo Redondi -. Capire cosa ne pensano i cittadini è difficile, quando li incontro cerco di sondare, fanno alcune domande, chiedono chi sarà il nuovo sindaco, ma in generale mi sembrano abbastanza indifferenti alla questione. Aspetteremo di scoprirlo col referendum».

Silvia Butera – Il Corriere della Sera – e Provincia