Strappa il primato a Piazzolo, salito a 93 residenti Sindaco senza stipendio: dobbiamo risparmiare. Blello Novantuno abitanti, un solo nato nell’anno che sta per finire, e – per risparmiare sui bilanci comunali – un municipio senza riscaldamento, un sindaco che rinuncia allo stipendio mensile di 1.200 euro e i consiglieri che puliscono strade e cimitero: è la fotografia di Blello che, a conclusione di questo 2007, è diventato il comune più piccolo (o meglio, meno abitato) della Bergamasca. Il testa a testa è con Piazzolo, che però conclude l’anno con ben 93 residenti.

Il sorpasso di Piazzolo
Nel paese più piccolo della nostra provincia, per alcuni servizi, dalle poste alla farmacia, occorre andare a Berbenno. Un po’ di isolamento si sente, ma quassù, a 815 metri di altitudine tra Valle Imagna e Valle Brembilla e a 25 chilometri da Bergamo, non si vive poi così male. «Ci si conosce tutti e si gode di tranquillità e aria buona». A parlare è il primo cittadino Dante Todeschini, maestro elementare residente a Sant’Omobono Terme, «sindaco per passione, non certo per guadagno o altro» dice. Blello, «microcosmo» della nostra provincia, quest’anno quindi ha superato Piazzolo, l’altro mini comune della Valle Brembana che a fine 2006, con 90 residenti, era in testa a questa speciale classifica. Alla conclusione di quest’anno, però, Piazzolo ha risalito la china fino a 93 anime mentre Blello è a quota 91. Ben più lontano il valdimagnino Brumano, per anni il più piccolo comune orobico, con 99 residenti. Ancora più lontano il quarto inseguitore, Cassiglio, ormai sempre oltre i cento abitanti.

Liste record alle ultime elezioni
Nel corso di quest’anno Blello era già salito agli onori delle cronache provinciali, e non solo. Era avvenuto lo scorso maggio, quando, per il rinnovo del Consiglio comunale, si erano presentate ben sette liste: oltre a quella del sindaco, «Alleanza per Blello 2007», «L’Italia di mezzo» con Gianmatteo Pesenti, il Movimento montano padano con Enrico Sonzogni, Forza Nuova con Bruno Melis, i Civici consumatori con Fabio Manzini, il Fronte indipendentista Lombardia-Fronte Nord con Dionigi Zana e la Lega Padana con Gianfranco Rosso. Ma, a quanto pare, solo per pubblicità, per dare visibilità a quel movimento o a quel nuovo partito anche estraneo alla vita del paese (molti candidati erano forestieri). E così, alla fine, sui banchi del Consiglio, oltre all’Amministrazione, i consiglieri di minoranza sono sempre stati un po’ latitanti. «Subito dopo le elezioni – spiega il sindaco – tre consiglieri della lista di opposizione “Italia di mezzo” che aveva conquistato quattro seggi hanno rinunciato all’incarico, lasciando il posto agli altri candidati. Ma anche questi si sono defilati. Sta di fatto che al penultimo Consiglio comunale non c’era nessun rappresentante di minoranza, mentre all’ultimo si è presentato solo il capolista Gianmatteo Pesenti».

il sindaco senza stipendio
I problemi del paese, però, sono ben altri. A partire da un bilancio annuale risicato di 70-80 mila euro, al quale si cerca di far fronte in ogni modo. «Da sempre rinuncio allo stipendio che mi spetterebbe come sindaco – spiega Todeschini –. Sarebbero 1.200 euro al mese ma, essendo io dipendente pubblico, il rimborso scenderebbe a circa 600 euro mensili». Comunque, grazie alla rinuncia, sempre un buon incasso per un Comune dove anche la spesa di un euro va ben ponderata.

A Blello si risparmia su tutto. Persino sul riscaldamento del municipio (aperto due pomeriggi alla settimana). «Quando, una ventina di anni fa, venne costruito – continua il sindaco – non si realizzò il riscaldamento: allora gli uffici erano aperti un solo giorno alla settimana e un impianto sembrò uno spreco». Si costruì, comunque, un municipio grande («potrebbe starci tutto il paese») con stanze dai nomi importanti (Cesare Augusto per la segreteria, Mazarino per il sindaco, Virgilio per l’aula consiliare e Ippocrate per l’ambulatorio). «E quando fa veramente freddo io e l’unico impiegato dobbiamo coprirci per bene – continua Todeschini – e accendere una piccola stufetta elettrica».

Consiglieri comunali e stradini
Ma, forse, dove il risparmio è maggiore è proprio sui piccoli lavori di manutenzione pubblica, a iniziare dalle strade. «In genere nei fine settimana – prosegue il sindaco – ci rimbocchiamo le maniche e ripuliamo le strade. Se non facessimo così per il Comune sarebbe la bancarotta». Tra gli ultimi interventi di consiglieri e primo cittadino, la copertura con la ghiaia di un tratto della vecchia strada che sale alla chiesa, la scorsa estate: sindaco in testa con il trattore e poi la Giunta a sistemare il tracciato. E poi c’è l’assessore che si occupa personalmente della manutenzione del cimitero. Proprio cimitero e chiesa restano il «problema» di Blello, perché non raggiunti da una strada vera per le auto. Per i funerali si sale ancora a piedi lungo la mulattiera. Finora sono stati realizzati circa 250 metri della nuova strada ma per arrivare in cima servirebbero ancora 600-700 metri. «Abbiamo 70 mila euro messi a disposizione dalla Comunità montana Valle Brembana – spiega il sindaco – e aspettiamo l’aiuto della Provincia per poter concludere l’intervento. Per noi sarebbe la realizzazione di un sogno inseguito da tempo».

L’esempio di Brumano
Tutto sommato, comunque, qui a Blello (un bar-trattoria, un negozio di alimentari e tre aziende agricole) non si sta poi così male. Pace, tranquillità, silenzio, una natura incontaminata sono i pregi che vengono elencati. Resta però ancora tanto da fare e il sindaco guarda come esempio proprio a Brumano, per anni il più piccolo comune bergamasco. «Grazie ad amministratori intraprendenti e capaci ma anche a tanti volontari – dice Todeschini – Brumano è cresciuto. Noi, invece, abbiamo ancora tanto da imparare. Speriamo nel 2008 di recuperare tempo e soldi persi in questi anni».

Giovanni Ghisalberti - L’Eco di Bergamo