Biposto caduto check up sui rottami
Carona Articolo letto da 262 Utenti - Pubblicato il 24 Aprile 2007Carona: biposto caduto, check up sui rottami
Saranno analizzate le strumentazioni di bordo. Fondamentale ricostruire la traiettoria Verrà eseguito un check up completo sui rottami del motoaliante che si è schiantato domenica pomeriggio sui monti di Carona.  L’obiettivo dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo è quello di ricostruire, grazie agli apparati tecnici del mezzo, l’itinerario, l’altitudine e la velocità del biposto Falke, in modo da capire cosa possa aver provocato la caduta, nella quale hanno perso la vita due tedeschi, il pilota e proprietario dell’aereoplanino Walter Rudolf Fritzsche, 78 anni, e il passeggero Claus Dieter Hornschild, 66 anni, pilota anche lui. La magistratura ha già dato il nulla osta per il rimpatrio delle salme, che si trovano al cimitero di Carona: per le procedure è stato interessato il consolato tedesco. Â
Oggi arriverà a Carona la figlia del pilota, mentre i familiari del passeggero non sono ancora stati rintracciati. Ieri il colonnello Alfredo Caruso dell’Ansv, assieme ai carabinieri della stazione di Branzi, coordinati dal maresciallo Roberto Grassi, ha effettuato un sopralluogo sull’area dello schianto, nella valle a monte di Carona, lungo la quale scorre il Brembo, che in quel tratto è solo un piccolo ruscello. Subito dopo il sopralluogo, i rottami sono stati recuperati dai vigili del fuoco. La ricostruzione dello schianto sembra già chiara: il velivolo, probabilmente in difficoltà , ha urtato con l’ala destra alcuni rami e si è ribaltato sul lato sinistro, schiantandosi capovolto sulle rocce. Meno chiare, invece, le cause che hanno portato allo schianto, anche se continua a prevalere l’ipotesi dell’avaria al motore. Il nostro compito - ha spiegato il colonnello Caruso, che vanta nel curriculum professionale una lunga serie di indagini su schianti aerei - consiste nella ricerca delle cause dell’incidente, mentre non siamo chiamati a esprimere alcun parere su eventuali responsabilità . Nel nostro obiettivo di lavoro sta specificamente la sicurezza del volo.
In merito alle possibili cause della tragedia l’ufficiale ha però mantenuto il più stretto riserbo: Dovremo esaminare a fondo i rottami, smontare il motore, verificare eventuali rotture di tiranti e quant’altro di pertinenza del velivolo. E, ancora, accertare per quanto possibile quale fosse l’eventuale piano di volo e come e in quale situazione si stava svolgendo il volo stesso. Avremo bisogno di testimonianze che stiamo raccogliendo. Ora non si può formulare alcuna ipotesi, mancano ancora troppi dati necessari per la ricostruzione della dinamica dell’accaduto.
Il colonnello Caruso è stato però prodigo di notizie tecniche: Partiamo dal presupposto che si tratta di un aliante a motore, che nel volo utilizza sia la portanza delle correnti aeree ascendenti sia il supporto del motore, che solitamente viene utilizzato per staccarsi dal suolo, e quando si è in volo per andare alla ricerca della corrente ascensionale. Diversamente dagli ultraleggeri, che non possono superare i quattrocentocinquanta chilogrammi di peso e che non sono soggetti a controlli particolare, quelli come questo sono aeromobili di oltre sei quintali di peso, certificati a livello internazionale, sottoposti a controlli programmati e la cui conduzione richiede una patente di pilotaggio. Diversi testimoni che avevano notato l’aereo nei cieli di Carona e, poco prima, di Branzi, avevano messo in evidenza la strana rumorosità del motore del velivolo, e pure la bassa quota tenuta dal biposto. Su questo, però, il colonnello Alfredo Caruso si è dimostrato molto cauto: In prima battuta - ha affermato - ribadisco che si tratta di un aliante. Basta saper sfruttare le correnti ascendenti e si arriva a quote molto alte e perciò non ci sarebbe il problema dell’altitudine non rispettata. Non ha poi fondamento, almeno per il momento, il discorso delle anomalie del rumore del motore percepite mentre il velivolo sorvolava la valle. Gli scoppiettii sono quasi una caratteristica di questi motori. Piuttosto - si è lasciato sfuggire l’investigatore - sarò importante individuarne la direttrice di provenienza. Domenica si era parlato anche di cali di potenza che avrebbero imposto di volare basso e di errori di pilotaggio. No comment - ha tagliato corto l’ufficiale - perché non dispongo di elementi sufficientemente chiari per formulare una qualsiasi ipotesi, che al momento sarebbe prematura. Devo ancora ascoltare i testimoni.
Fabio Conti - Sergio Tiraboschi - L’Eco di Bergamo - 24/04/2007
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