Bettoni: un traino per tutta la Valle
-Speciale Rilancio S.Pellegrino Articolo letto da 252 Utenti - Pubblicato il 31 Gennaio 2007
Bettoni: un traino per tutta la Valle Brembana
Ricadute per il turismo e l’economia del territorio «Lavoriamo per comprensorio sciistico e strade».
Il rilancio di San Pellegrino Terme come traino per la montagna, tutta la Valle Brembana e la Bergamasca. «Se rilanciamo San Pellegrino - è il disegno del presidente della Provincia Valerio Bettoni - facciamo muovere tutta la Valle Brembana, ma non solo: creiamo interesse e spostamenti in tutta la provincia, che in campo turistico ha numerose e accreditate chance da giocare». Il numero uno di via Tasso tiene a sottolineare i punti di forza della cittadina termale: «La solida fama, la vicinanza a Bergamo e all’aeroporto di Orio al Serio. Ci siamo mossi da tempo per migliorare la viabilità e ci auguriamo di poter vedere nei prossimi anni i frutti, per percorrere la strada per Zogno in tempi veloci. Â
C’è tutta una rete di infrastrutture stradali che sono in decollo (variante di Zogno, rotatorie sulla Villa d’Almè-Dalmine, Stezzano-Zanica, ndr) e che avvicineranno ancor più San Pellegrino alla città e soprattutto all’autostrada per chi giunge da Milano».  L’altro tavolo su cui la Provincia sta lavorando è quello per arrivare ai due grandi comprensori sciistici. «Spero che in Valle Brembana si risolvano presto i vari problemi aperti - è l’augurio del presidente - Ci sono le condizioni ideali per un salto in avanti. Oggi dobbiamo essere in grado di offrire delle risposte di qualità su un mercato che si è fatto e continua a essere sempre più concorrenziale. Il discorso riguarda in primo luogo le aziende, i vari soggetti turistici e poi le offerte che dobbiamo elaborare. Abbiamo un patrimonio di storia che gioca a nostro favore. Possiamo essere vincenti: dobbiamo volerlo».
Messa a fuoco la logica che sorregge l’operazione San Pellegrino e la cornice in cui è inserita, Bettoni ne ripercorre le tappe. In origine fu il Grand Hotel. «La Provincia lo aveva acquistato approfittando di una felice opportunità creatasi con la legge Valtellina. L’obiettivo era quello di salvare un complesso carico di storia e prestigio. C’erano subito parse evidenti le ricadute positive per la Valle Brembana e per tutta la provincia e ci siamo subito orientati per un’ipotesi organica e non frazionata». Ma il progetto è ambizioso e deve subito fare i conti con uno scoglio: i fondi. La sistemazione del Grand Hotel richiede 50 miliardi di vecchie lire. Da qui la ricerca di interlocutori privati e l’incontro con Percassi, che Bettoni ricorda così: «Una mattina di qualche anno fa, leggendo i giornali, mi è balzata agli occhi una notizia: il Gruppo Percassi era alla ricerca di alberghi. L’idea si è accesa immediatamente: “Chissà che a Percassi non possa interessare tutto il voluminoso progetto di San Pellegrino…”. L’operazione faceva gola a molti, e le sollecitazioni erano più d’una: però si trattava sempre di opzioni parziali e a me non piaceva l’eventualità di un frazionamento. Preferivo il soggetto unico che rilevasse tutto il blocco.
 Percassi, del resto, è un solido gruppo internazionale e per noi sarebbe stata un’ottima garanzia per lo sviluppo di San Pellegrino e tutta la valle». Scatta quindi la telefonata all’imprenditore clusonese: «Gli ho snocciolato tutte le caratteristiche del progetto, impegnativo ma appetitoso. Mi è bastato ricordargli che San Pellegrino è sempre San Pellegrino Terme, con tutto il fascino antico e nuovo della sua vocazione turistica, il panorama, le acque che la rendono famosa in tutto il mondo, la varietà di offerte e di possibilità per l’ospite che vi arriva, dal fiume alla montagna, dallo sport al tempo libero in generale». La disponibilità del Gruppo Percassi è immediata e Bettoni si attiva con Comune e Regione. «Ho cercato tutti i contatti possibili, per abbreviare i percorsi. Gli incontri ai vari livelli sono stati tanti. Riuscire a far convergere diverse realtà per un progetto da 130 milioni di euro è sicuramente un risultato notevole, da tutti i punti di vista: economico, finanziario, turistico, di immagine. Siamo tutti d’accordo: a San Pellegrino Terme si può realizzare uno dei centri termali più affermati su scala internazionale». Si può parlare di San Pellegrino come il sogno dell’amministrazione Bettoni? «I sogni e le ambizioni - risponde il presidente - riguardano l’ammodernamento di questa provincia per affrontare il futuro con basi sicure, con una grande rete infrastrutturale avanzata. Bergamo deve essere competitiva oltre i suoi confini e oltre la Lombardia. Per questo deve poter disporre di una viabilità adeguata, servizi e un’offerta di studi e culturale più ampia possibile. Il progetto della banda larga va in questa direzione. O ci adeguiamo e stiamo al passo o inevitabilmente si declina: noi faremo di tutto perché la spinta propulsiva di Bergamo continui per il benessere di tutti».Â
Tratto da L’Eco di Bergamo del 31 gennaio 2007
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