Non c’è neve. E non fa abbastanza freddo. Anzi, in alto fa meno freddo che in pianura. I cannoni restano spenti. Le anche. I gestori degli impianti di risalita e gli albergatori piangono. Tutto, sulle Orobie, era pronto per la tradizionale apertura del «circo bianco». Piste sistemate, manutenzione agli impianti e novità da presentare alla clientela. Purtroppo è venuta a mancare la materia prima, la neve. E a complicare la situazione ci si è messo un clima non del tutto invernale. I più parlano di «inversione termica», il sole che scalda la e tiene la colonnina di mercurio più alta che in pianura, dove la nebbia abbassa, invece la temperatura. Così gli impianti di innevamento artificiale sono rimasti praticamente fermi. E le prospettive non sembrano rosee, almeno per questa settimana.

L’anno scorso si aprì a novembre
«I cannoni sono automatici – spiega Andrea Bosco, responsabile marketing della Super Ski, la società di gestione degli impianti di , Carona e San Simone – e partono solo se vi sono le giuste condizioni di umidità e freddo. Ma finora, di notte, non siamo mai andati sotto zero. Si sono azionati, per la prima volta, i cannoni del Montebello, sabato e domenica notte. Ma per una spruzzata, niente di più. Le condizioni non ci sono ancora e le non sembrano essere favorevoli». La scorsa stagione, grazie alle abbondanti nevicate, si aprì in anticipo, il 26 novembre. A Foppolo un ponte di Sant’Ambrogio con impianti fermi accadde l’ultima volta nel dicembre 2006.

«Ma quell’anno faceva freddo – prosegue Bosco – e nei giorni successivi si riuscì a sparare neve salvando almeno il periodo sotto Natale. Per realizzare delle piste con la neve artificiale servono dieci giorni di freddo costante. Speriamo almeno di riuscire ad aprire le piste del Montebello e della Quarta Baita». Nel frattempo, nella stazione , sono state annullate le settimane bianche delle comitive di cechi e polacchi, una cinquantina di persone.

«Situazione problematica»
A Piazzatorre l’unica soluzione è la neve dal cielo. «Abbiamo i cannoni solo sulla pista del Bosco – dice il presidente dell’Ufficio turistico Gaetano Bonetti – e innevarla tutta artificialmente è impensabile». Inizialmente era prevista l’apertura della seggiovia per il rifugio Gremei, anche senza neve. È stata annullata anche questa. Faranno un tentativo in extremis, invece, a Valtorta-. «Proveremo a sparare questa notte – dice l’amministratore degli Impianti turistici barziesi – nel tentativo estremo di aprire per Sant’Ambrogio, ma sarà difficile anche perché ci servono tre giorni per realizzare un tracciato».

Impianti fermi, in Val Brembana, anche a -Piani dell’Avaro e alla Conca dell’Alben, in Val . La situazione non cambia in Val Seriana e . A Colere, la stazione più in alta quota, dicono che l’ultima volta senza impianti aperti a Sant’Ambrogio accadde dieci anni fa. «L’acqua per sparare c’è – dice Lorenzo Pasinetti, gestore degli impianti di Monte Pora e Presolana – ma non fa sufficientemente freddo. Le seggiovie restano ferme. Forse apriremo l’impianto di risalita che porta al rifugio Pian del Termen». Funzionerà, invece, anche senza neve, da domani a domenica, la seggiovia che agli Spiazzi di Gromo porta al rifugio Vodala, ma anche qui i grandi assenti sono neve e freddo. Infine Lizzola-Valbondione: seggiovie chiuse e situazione che, dalla stazione, viene definita «problematica».

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di