– Se ne parla nei bar, nelle piazze, fra amici e conoscenti. Alla domanda: Mi dica un’opinione sul progetto di rilancio turistico della cittadina termale, tutti si mettono sull’attenti e ognuno vuole dire la sua. Insomma, è una questione di scottante attualità, che tutti a San Pellegrino hanno a cuore. Ma il parere non è unanime, infatti, qualche voce fuori dal coro c’è, come chi non crede a tutti questi investimenti e ai benefici che ne deriveranno.

Un sogno tornare agli anni d’oro
Ritornare al periodo d’oro per San Pellegrino Terme rimane secondo me un sogno – osserva Giancarla Patti, 60 anni, residente nella cittadina dalla nascita. Se penso alla mia giovinezza, ricordo un paese signorile, vivace e ricco d’iniziative, se lo confronto con la realtà di oggi, mi accorgo che abbiamo perso molto, ma ancor peggio, penso che sarà difficile riuscire a tornare a quel bel periodo. Dubito che il piano riuscirà a tradurre in realtà tutte le promesse che sono state fatte». Gente nuova e un maggior flusso turistico ci vuole – conclude Giancarla Patti – ma troppa gente, come si rischia con questo rilancio, porterebbe solamente caos e confusione e perderemmo quella tranquillità che contraddistingue San Pellegrino.

Nel Dopoguerra ben 29 alberghi
Di diverso parere Andrea Scanzi, gestore dell’albergo Centrale: C’è fervore fra noi albergatori ed anche fra tutti quelli che hanno una propria attività in paese – spiega Scanzi. Se ricordiamo gli anni subito dopo la Seconda guerra mondiale, dal 1945 in poi, nonostante il benessere di oggi fosse un miraggio, esistevano ben 29 alberghi, un movimento di persone grandioso che raggiungeva la località per le cure termali. Per il commercio locale erano periodi d’oro: poi, con il trascorrere degli anni, uno ad uno, hanno chiuso l’attività, al punto che oggi gli hotel in esercizio sono soltanto sei. Noi albergatori – continua Scanzi – vogliamo prepararci a questa nuova epoca, investendo anche su noi stessi, nelle nostre strutture con nuovi servizi, ad esempio, con centri benessere specializzati. È importante sottolineare pure che il valore, i prezzi degli immobili e degli affitti, ha iniziato ad aumentare, sinonimo del bel periodo che si prospetta.

Tutte le promesse saranno mantenute?
Fra i commercianti e gli c’è comunque una generale soddisfazione per l’intervento di rilancio della cittadina termale: il dubbio che però in molti si pongono, è se veramente si rispetterà per intero tutto il progetto presentato. «Se un imprenditore come Percassi ha deciso di investire tutto questo capitale, significa che per San Pellegrino c’è ancora la possibilità di un rilancio turistico ed economico – commenta Angelo Poma, 35 anni, titolare del negozio “Fiori Poma”. Io credo in questa rivoluzione. Per noi commercianti non è un bel periodo, anzi, sembra che gli affari vadano sempre peggiorando invece che migliorare. Il fatto che la statale non attraversi più il centro, ha danneggiato il commercio non poco. Se quindi questo nuovo progetto vedrà la luce, i benefici non possono che essere positivi». Anche se lo stesso fiorista precisa che in concomitanza del rilancio in paese, l’importante è che non aprano ulteriori attività commerciali: altrimenti ci ritroviamo nuovamente nella stessa situazione.

Ad essere fiduciosi sono anche i giovani, come Giovanni Magitteri, 22 anni, studente alla Facoltà di Psicologia a Bergamo: Questo piano di rilancio si traduce soprattutto in maggiori opportunità lavorative – commenta: mi auguro che diventi una valida alternativa al lavoro nelle industrie della valle Brembana. In tutti questi anni ho visto solamente chiudere attività: sarebbe davvero ora di assistere a una controtendenza e veder sorgere nuove attività. Questo intervento potrà diventare decisivo per un futuro produttivo in Valle Brembana.

Massimo Pesenti – L’Eco di Bergamo

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