Basta giravolte, San Pellegrino mette il rondò sulla Statale
San Pellegrino Terme Articolo letto da 252 Utenti - Pubblicato il 21 Febbraio 2008
Sarà realizzato dalla Provincia sull’ex statale, in località Ruspino. Consentirà l’ingresso diretto in via De’ Medici. San Pellegrino - Un rondò per dare a San Pellegrino un ingresso più decoroso e rapido, per garantire più sicurezza diminuendo la velocità dei veicoli sull’ex statale di Valle Brembana, per togliere il traffico da un quartiere e, dulcis in fundo, per completare la pista ciclabile della Valle Brembana. La rotonda che la Provincia di Bergamo intende realizzare sull’ex statale di Valle Brembana, all’altezza di Ruspino, sarebbe un po’ la soluzione di tutti questi problemi, una minirivoluzione della viabilità all’ingresso della cittadina termale.
E l’idea dell’assessore provinciale alla Viabilità Valter Milesi ha già incassato il via libera ufficioso dal Comune di San Pellegrino e dalla Sanpellegrino spa, su un’area della quale andrebbe realizzata parte della rotonda. Per ora siamo ancora alla progettazione di massima, ma l’intervento potrebbe già avere un’approvazione ufficiale entro marzo, con la firma di un protocollo d’intesa tra gli enti interessati all’intervento.
Un mezzo giro dell’oca
Ma perché un rondò in quella posizione (all’imbocco di via De’ Medici con l’ex statale, di fronte all’hotel Riposo e allo stabilimento della Sanpellegrino) porterebbe così tanti benefici viabilistici? Per capire bisogna fare un passo indietro. L’apertura della variante in galleria nel dicembre 2003 ebbe come conseguenza l’istituzione del senso unico in discesa dell’ultimo tratto di via De’ Medici, ovvero della strada provinciale proveniente dal centro di San Pellegrino in direzione di Bergamo. Cosa che ancora oggi obbliga, invece, chi è diretto nella cittadina termale e arriva da Zogno a percorrere la rampa di uscita del ponte della variante sul Brembo, immettersi sulla strada comunale di via Pregalleno e da qui tornare di nuovo in via De’ Medici passando sul ponte Donizetti nei pressi della piscina. Un mezzo giro dell’oca per raggiungere via De’ Medici all’altezza del ponte Donizetti, distante dall’ex statale poche centinaia di metri.
Per la verità l’Anas avrebbe dovuto realizzare il cosiddetto ponte di ritorno, ovvero un viadotto che, partendo all’altezza del vecchio ponte ferroviario, sarebbe dovuto sbucare di nuovo a Ruspino, nei pressi della Sanpellegrino spa. Ponte che per mancanza di fondi e per ostacoli di natura progettuale l’Anas non ha mai realizzato passando la palla alla Provincia una volta che a quest’ultima sono andate le competenze di tutte le altre strade ex statali.
Un ingresso al paese infelice
Morale della favola, oggi l’ingresso a San Pellegrino Terme, anche da un punto di vista turistico, è alquanto infelice. Stato di fatto di cui è sempre stato convinto l’assessore provinciale Milesi: Quando venne aperta la variante dissi a tutti i Comuni della valle e alla Comunità montana Valle Brembana che San Pellegrino non meritava un ingresso del genere. Perfino l’eventuale ponte di ritorno, oltre che costosissimo, non sarebbe stato ideale per arrivare in paese. Da allora, quindi, mi ripromisi di trovare una soluzione. L’ingresso che viene ora utilizzato fu voluto dalla Sanpellegrino; oggi, fortunatamente, la dirigenza è cambiata e si può pensare diversamente». «La soluzione per risolvere l’ingresso a San Pellegrino è ovvia - prosegue l’assessore Milesi. Basta un rondò a Ruspino, allo sbocco con la strada che arriva dal paese.
Consentirà di ripristinare il doppio senso di circolazione in via De’ Medici e quindi garantirà un ingresso più decoroso alla cittadina. Ingresso che, a quel punto, potrà avvenire prevalentemente da sud anziché dallo svincolo Nord di Dossena come ipotizzato, invece, dal progetto Percassi. Si potrà pensare a una rotonda con una fontana o comunque a qualcosa di caratterizzante per una cittadina termale. Inoltre il rondò, in quella posizione, garantirà più sicurezza alla viabilità , costringendo i veicoli a rallentare proprio in un punto in cui oggi, invece, viaggiano anche ad alta velocità . E naturalmente elimina la necessità di dover realizzare il ponte di ritorno sul Brembo con tutti i costi che ne sarebbero derivati. Una soluzione, peraltro, che sarebbe stata comunque bruttissima.

Via il traffico da Pregalleno
Non solo, dalla nuova viabilità dovrebbero trarre vantaggio le attività commerciali di Ruspino (negozi e market): finora le auto, per entrare a San Pellegrino, aggiravano il quartiere; con l’ingresso da via De’ Medici, invece, lo attraverseranno. Al contrario, la via residenziale di Pregalleno, da quattro anni attraversata dal traffico che deve raggiungere il centro del paese, sarà finalmente liberata da inquinamento e pericoli. «Abbiamo già ricevuto le lettere di proteste degli abitanti - continua Milesi - pronti a bloccare la via se non si troverà una soluzione al traffico sotto casa, a inquinamento e rumori.
E anche la pista ciclabile che arriva da Zogno e prosegue verso il centro della cittadina termale, grazie al rondò, potrebbe finalmente trovare una soluzione: attualmente manca il tratto di collegamento proprio di via Pregalleno (circa 200 metri, da sotto il ponte della variante fino alla piscina vallare) e le bici sono costrette a percorrere la strada accanto ad auto e camion. Si sarebbe dovuto costruire un percorso apposito lungo il Fiume Brembo, più a valle rispetto alla strada - spiega Milesi - con costi elevati e realizzando dei muraglioni. Togliendo gran parte del traffico da via Pregalleno, invece, la strada potrà essere utilizzata con molta più sicurezza da pedoni e ciclisti.
Primo ok entro un mese
Il primo via libera ufficiale al nuovo rondò (avrà un diametro di circa 40 metri) dovrebbe arrivare nell’arco di un mese. C’è un progetto di massima - conclude l’assessore Milesi - e sono già state fatti indagini e studi sulla fattibilità dell’intervento. Anche la Sanpellegrino si è detta favorevole. Se tutto procederà regolarmente entro metà marzo dovremmo firmare il protocollo d’intesa per dare il via all’operazione.
Giovanni Ghisalberti - L’Eco di Bergamo
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