L’antica strada porticata di Averara, un tempo luogo di transito verso la Valtellina, è tornata all’antico splendore. Iniziati lo scorso settembre, si sono conclusi il mese scorso i lavori di recupero degli affreschi interni e della facciata che guarda sulla strada provinciale. L’intervento, eseguito dalla ditta Poloni di Alzano (coadiuvata dalla restauratrice Annarita Sapia di Seriate e con la supervisione di Gaetano Puglielli della Soprintendenza) ha interessato le cinque campate terminali dei portici (le prime sette erano già state oggetto di recupero nel 1998). In particolare, sono stati riportati a nuova luce gli affreschi che decorano il porticato, grazie a un certosino lavoro di rimozione dello sporco e di pulizia, dopo attente indagini chimiche e stratigrafiche.

«Durante i lavori, peraltro, – spiegano i progettisti Piergiorgio Tosetti e Vittorio Pagetti – sono comparsi, al lato dell’ultima arcata, due volti affrescati, riconoscibili in San Rocco e San Sebastiano. Altra sorpresa emersa grazie alla rimozione di alcune parti di intonaco, il parziale rinvenimento di un’apertura medievale, recuperata alla vista ma, purtroppo, persa per interventi eseguiti alcuni anni fa».

«È continuato poi il recupero del ciclo cinquecentesco degli stemmi delle antiche famiglie gentilizie, già presenti nella prima parte, dipinti a lato delle arcate», proseguono i progettisti. «Gli interventi – aggiunge la restauratrice Sapia – hanno fatto riemergere quella parte di storia che durante i secoli era stata offuscata da interventi non rispettosi. L’impressione che ora si respira passeggiando lungo i portici è finalmente di un ritorno al passato».

«Concluso l’intervento sui portici (finanziato con 390 mila euro, fondi della Legge Valtellina, ndr) – spiega il sindaco Angelo Cassi – ci resta da sistemare un rustico dietro la strada: dovremo riadattarlo e potrà essere utilizzato come sala polivalente per la comunità». Ma il sindaco va oltre l’intervento di recupero appena concluso. La strada di , un tempo luogo di ricovero dei cavalli lungo la via Mercatorum, è uno dei pochi esempi di via porticata della Bergamasca. «Per cercare di valorizzarla – spiega il primo cittadino – si potrebbe fondare un’associazione dei paesi in cui esistono strade appunto coperte, come la via degli Asini a Brisighella, nel Ravennate, o, ancora in Valle Brembana, la via del Cornello dei Tasso. L’inserimento in un tour di questo tipo potrebbe consentire anche ad Averara di avere un piccolo beneficio in termini turistici-economici. Siamo ancora agli inizi e occorre contattare le amministrazioni dei comuni interessati ma la volontà c’è». Ed Averara e la via potrebbero ancora aprirsi all’Italia e all’Europa, come quando, secoli indietro, venivano attraversati dai viandanti.

L’Eco di Bergamo

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