Averara – «No alla realizzazione di una sala polivalente con servizi pubblici nei pressi dei portici di ». La protesta arriva dai gruppi di minoranza «Stella Alpina» e Lega Nord, che hanno chiesto al sindaco Angelo Cassi la convocazione di un Consiglio comunale straordinario. Conclusi, infatti, i restauri degli affreschi degli storici portici dove un tempo passava la Via Mercatorum, resta come ultimo intervento la sistemazione di un locale, annesso proprio alla via porticata, oggi utilizzato come sede delle pompe dell’acquedotto comunale (locale donato da un privato al Comune). L’amministrazione comunale lo sistemerà per realizzarvi una sala a servizio proprio delle manifestazioni previste sotto i portici.

Decisione che non ha trovato d’accordo le minoranze. «Chiederemo spiegazioni sulla ventilata sistemazione del rudere posto internamente ai portici stessi – dice Fabio Annovazzi, capogruppo della lista “Stella Alpina” – in una zona abitata di particolare pregio storico essendo essa, secondo quanto riferito dagli stessi restauratori, antecedente la via porticata stessa. Nel progetto, di cui solo solo ora tra l’altro veniamo a conoscenza, si vorrebbe sistemare il rustico per trasformarlo nel piano superiore a ludoteca e in quello inferiore a bagni pubblici, per una cifra, per noi inoltre assolutamente insufficiente, di 30 mila euro. Come lista di minoranza riteniamo questa idea un insulto al patrimonio storico-artistico di Averara oltre che un terribile sfregio alla storia e alla cultura del luogo stesso che meriterebbe invece di essere recuperato in maniera opportuna. È evidente, infatti, anche agli occhi di un qualsiasi profano in storia o architettura in visita alla via porticata di Averara che la costruzione che si vuole recuperare è stata infelicemente e indecorosamente appiccicata in modo grossolano negli anni Venti o giù di lì ed è inoltre umida e malsana essendoci sistemate alcune pompe idriche che servono l’acquedotto. Chiediamo un atto di buon senso alla maggioranza nel rivedere questa brutta e infelice scelta».

«Le critiche sono assurde – risponde il sindaco Angelo Cassi –. Non c’è assolutamente alcuno scempio del patrimonio storico e quel locale, di cui peraltro il progetto si conosce da tre anni, sarà a supporto delle attività previste sulla strada porticata. Andiamo, quindi, avanti, per il bene del paese».

L’Eco di Bergamo

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