San Giovanni Bianco, comprati due terreni e la . Il sindaco: valuteremo se abbassare le offerte minime. San Giovanni BiancoTre beni comunali venduti: un terreno in via Cariani, uno edificabile a San Gallo e la sul monte Cancervo, su 12 che erano all’asta. Ovvero circa 106 mila euro di incasso su un valore stimato dei beni di 868 mila euro. E con qualche coda polemica legata all’alienazione della baita e ai suoi attuali affittuari, i «Volontari del soccorso». Non si può certo dire che il «bottino» delle vendite all’asta dell’amministrazione comunale sia stato particolarmente ricco. Ma il sindaco Gerardo Pozzi resta comunque ottimista sulla possibilità di altre vendite, ricordando che c’è ancora «qualche interessamento per un appartamento a ».

Perché, comunque, terreni ed edifici all’asta (tra cui ex caserma, terreni e appartamenti) restano ancora in vendita, con offerta pari o superiore al valore fissato. Le aste per l’alienazione di 12 beni comunali (decise per sanare i buchi di bilancio, quello del 2008 di un milione e 773 mila e il passivo del 2009 di 415 mila euro), iniziate il 20 novembre, si sono concluse l’altro ieri: Chiara Arioli, residente in via Busi Cariani a , ha acquistato per 2.100 euro (la base d’asta era 2.000 euro) un terreno nella stessa via, la società Tayrona di Orzinuovi (Brescia) ha acquistato per 72.000 euro (su una base di 70 mila) un terreno edificabile di 930 metri quadrati a San Gallo, mentre Leonardo Todeschini di Almenno San Bartolomeo e Carla Ghisalberti di si sono aggiudicati per 32.500 euro (su una base di 30 mila) la baita sul monte Cancervo con un terreno di 5.000 metri quadrati.

E proprio all’asta della baita era presente anche Amelio Sonzogni, delegato del gruppo «Volontari del soccorso» e consigliere comunale di minoranza che ha voluto far verbalizzare come la struttura sia attualmente in affitto e il «contratto sia in fase di contestazione». «C’è un contratto regolare di affitto che scade il 31 marzo – spiega il presidente del gruppo Luigi Dal Pozzo –. Ciò nonostante, dal Comune, abbiamo ricevuto una disdetta solo lo scorso 21 ottobre quando, in base alla legge, avremmo dovuto averne comunicazione almeno un anno prima dalla scadenza. Noi, invece, a settembre, avevamo già presentato richiesta di rinnovo del contratto di affitto, prima dei sei mesi previsti per legge. Quello che contestiamo sono la legittimità della disdetta, visto che ci sono normative precise sui contratti di locazione che vanno rispettate, e il modo con cui siamo stati trattati, dopo 18 anni di volontariato e gestione della baita. Faremo valere i nostri diritti». «Dal gruppo dei volontari – replica il sindaco Pozzi – finora abbiamo ricevuto solo una lettera, la cui risposta arriverà a breve. Se loro ritengono di avere ragione facciano i loro passi, noi faremo i nostri».

Nel frattempo l’amministrazione comunale dovrà decidere se riproporre l’asta dei beni rimasti invenduti. «Dobbiamo valutare se ci sono i presupposti – conclude il sindaco –. Nel caso, le basi d’asta potranno essere solo abbassate».

L’Eco di