Sedrina – Chiusura scongiurata. I 44 bambini, divisi in due sezioni, della scuola dell’infanzia di , da settembre potranno frequentare ancora la stessa sede. Scongiurato, quindi, il rischio di chiusura – dovuto alla difficoltà economiche del Comune – e il rischio che i piccoli dovessero iscriversi in altri paesi o restare a casa. La soluzione è arrivata dall’Ufficio scolastico provinciale che, giovedì scorso, ha comunicato al Comune l’assegnazione di due sezioni statali, come richiesto dalla stessa amministrazione comunale alla fine di giugno.

La cooperativa «In Cammino»
In pratica lo Stato garantirà, con i propri insegnanti, il servizio dalle 8,30 alle 13. Dopodiché dovrà essere il Comune, quasi certamente tramite una cooperativa, a proseguire nel servizio fino almeno alle 16. «Si tratta di una sperimentazione concessa ai Comuni che si trovano in difficoltà economiche – spiega l’assessore all’Istruzione Cinzia Mangili –. Al Provveditorato abbiamo presentato un’accurata relazione sul bilancio comunale e una relazione del revisore dei conti. Se la proposta di parziale statalizzazione non fosse stata accolta, molto difficilmente per l’anno scolastico 2014-2015 la scuola d’infanzia avrebbe riaperto. Con conseguenze disastrose per tante famiglie che avrebbero dovuto rinunciare al servizio oppure cercare posti, con grandi difficoltà visti i numeri chiusi, in altre scuole materne dei paesi vicini». La convenzione, invece, fortunatamente è stata accettata. E la chiusura, quindi, scongiurata.

«Dalle 8,30 alle 13 la gestione sarà affidata alle insegnanti dell’istituto comprensivo di – prosegue l’assessore – quindi fino alle 16 subentreranno altre maestre, probabilmente della cooperativa “In Cammino” di San . Cooperativa che avrà in gestione anche il nido nel Giardino d’inverno. L’edificio comunale che ospita scuola materna e asilo nido di Sedrina, in via Roma. Da definire anche la rette (lo scorso anno la quota minima era di 170 euro mensili) ». La convenzione sarà illustrata nel Consiglio comunale del 5 agosto, quindi in una successiva assemblea pubblica. Altra questione: la scorsa primavera l’immobile che ospita materna e nido era stato messo all’asta dal Comune guidato dall’ex sindaco Agostino Lenisa, con l’intento di fare cassa (vista la difficile situazione di bilancio): l’asta, con base di 872 mila euro, era però andata deserta. L’edificio sarà rimesso di nuovo in vendita? «Non ci pensiamo proprio», chiude l’assessore Mangili.

L’Eco di Bergamo