Circa 450 persone hanno assistito alla 15ª edizione del presepe vivente organizzata la notte di Natale ad Ascensione. La frazione di Costa Serina in Val Serina ha fatto ancora una volta un tuffo nel passato, andando a riscoprire e a valorizzare gli antichi mestieri che per decenni l’hanno caratterizzata. Le 90 comparse componenti del gruppo «Presepe vivente» che quest’anno hanno preso parte alla rappresentazione si sono suddivisi per comporre le venti stazioni, ognuna delle quali, commentata e illustrata, rappresentava un quadro che riportava con la memoria indietro negli anni gli spettatori. Ogni edizione si caratterizza per alcune novità: quelle di quest’anno sono state la costruzione del «bast» (termine dialettale che indica lo strumento che proteggeva la schiena del mulo quando veniva caricato di legna o letame), il lavoro a sbalzo del rame, l’ombrellaio e il norcino.

A questi si devono aggiungere i lavori che di anno in anno vengono riproposti come la lavorazione della lana e dei tessuti ma anche come falegnami, boscaioli, fabbri, calzolai, allevatori e pastori. La Natività quest’anno è stata rappresentata dentro una stalla, nei pressi della parrocchiale: nei panni del Bambino Ruben Pacchiana, di sette mesi. È seguita la celebrazione della Messa di Natale di mezzanotte, presieduta dal sacerdote brasiliano padre Leandro Carvalho.

Davide Cortinovis - L’Eco di Bergamo