ALGUA – Iniziano oggi, con un invito alla preghiera dal rettore del santuario don Pierangelo Redondi, le tre giornate di festa al santuario della Beata Vergine Maria del Monte Perello di Algua (il secondo più antico in , dopo la Basella di ) per ricordare il 597° anniversario dell’Apparizione avvenuta il 2 luglio 1413. Le celebrazioni di apertura della ricorrenza, alle 10,30 e alle 16, sono presiedute rispettivamente da monsignor Gianni Carzaniga, prevosto di Sant’Alessandro in Colonna in città e monsignor Mario , canonico della Cattedrale di . Domani è prevista la tradizionale fiaccolata. Il ritrovo è fissato alle 21 alla «Passata», per poi raggiungere il santuario dove don Francesco Giuseppe Mangili (vicario locale di Selvino e Serina) e da don Paolo Piccinini (parroco di Bratto) celebreranno la Messa animata dalla corale «Laudate Dominum» di e .

La giornata clou dei festeggiamenti è domenica. Alle 10,30 il vicario generale della diocesi, monsignor Davide Pelucchi, celebrerà la solenne eucarestia alla presenza della corale di «Santa Maria del Bosco» di Miragolo e . Nel corso della funzione verrà presentata una scultura scolpita nel legno, donata al santuario dalla moglie di Franco Chiesa, di Miragolo San Marco, devoto del Perello scomparso recentemente. «Si tratta di un bel lavoro artistico – precisa don Redondi – che rappresenta l’apparizione mariana e il successivo miracolo. Presto, all’ingresso del santuario, realizzeremo un’edicola per mettere nel giusto risalto la scultura che Franco Chiesa ha voluto, come indicato nel testamento, lasciare al Perello».

Il desiderio di don Redondi è vivere tre giorni di festa davvero partecipata. Il suo pensiero va agli anziani e agli ammalati che alle 16 avranno la possibilità di ricevere l’amministrazione del sacramento dell’Unzione degli Infermi. «Si viene qui – conclude il rettore – per rievocare quel luglio lontano nel tempo quando la Beata Vergine Maria apparve a Ruggero di Giovan Forte de’ Grigis di Rigosa, un contadino del luogo». Come recitano le quattro lapidi di marmo nella chiesa superiore (databili al XVI secolo, ndr), la Madonna apparve quattro volte e chiese a Ruggero, impegnato a tagliare il fieno, di coinvolgere le popolazioni di Rigosa e Sambusita nell’impresa di costruire una chiesa in suo onore dedicata alla Visitazione. La gente del posto non si entusiasmò. Tutt’altro. Il povero Ruggero fu sopraffatto dalla sassaiola della derisione. A mutare l’atteggiamento dei compaesani e convincerli a imbracciare pala e picconi per la costruzione di una chiesa, ci volle l’evidenza di un miracolo: un ramoscello d’ulivo verdeggiante germogliato da un tronco secco di faggio». La Messa conclusiva dei tre giorni mariani (con la corale «Sant’Andrea» di Bracca) sarà alle 17, presieduta da monsignor Leone Lussana, prevosto di Torre Boldone e vicario locale di Alzano.

Bruno Silini – L’Eco di Bergamo