ArlecchinoChe sia la volta buona? La , forse già entro la fine di quest’anno, avrà la sua statua di Arlecchino. , terra considerata per tradizione patria della multicolore, che fece poi fortuna a Venezia e nel mondo, da qualche anno s’era messo in testa di celebrare l’Arlechì con un monumento. Operazione mai andata in porto, però, fondamentalmente per la povertà delle casse comunali. Riprese a fine estate A metterci un «pezza» saranno probabilmente alcuni imprenditori della valle, gli stessi che stanno sostenendo la produzione del film su Arlecchino, con il Giorgio Pasotti regista e protagonista.

La produzione («Officina della comunicazione» di , sostenuta da Rai cinema, enti pubblici e imprenditori), dal prossimo aprile inizierà a individuare con precisione location e tempi delle riprese, previste poi dal 10 settembre al 20 ottobre, a Oneta di San Giovanni Bianco (dove si trova l’edificio conosciuto come «Casa di Arlecchino»), , San Pellegrino, Alzano, e Venezia. L’obiettivo è anche quello di fare del film una vetrina internazionale per la valle. Da qui il progetto di alcuni sponsor di realizzare una statua che caratterizzi ancora di più la Valle Brembana come «Terra di Arlecchino », maschera conosciuta nel mondo ma, forse, poco valorizzata da un punto di vista turistico proprio dalla terra che ne è stata la culla. «La statua, compresa di piedistallo, sarà alta circa cinque metri – spiega Marino Sonzogni, imprenditore di nel campo dei marmi e delle pietre antiche – e vorrà essere il biglietto da visita per la valle, un marchio da utilizzare il più possibile per la promozione e la valorizzazione della nostra terra». La statua dovrebbe essere posizionata sulla nuova rotonda di Villa d’Almè, all’intersezione tra l’ex statale Villa d’Almè-Dalmine e la Villa d’Almè-, quindi all’ingresso della Brembana: l’installazione è prevista entro settembre, ovvero per l’avvio delle riprese del film. La Provincia, tra i finanziatori del film di Pasotti e proprietaria del rondò, ha dato per ora un assenso ufficioso al progetto. Si dovrà solo verificare che la statua non dia problemi di natura viabilistica. Un bozzetto vero e proprio per la nuova statua, peraltro, non c’è ancora, a parte qualche disegno al computer (come quello pubblicato qui a fianco) per verificare soprattutto le proporzioni rispetto al rondò. Si pensa però di coinvolgere le scuole d’arte bergamasche. I bozzetti del 2002 Ma potrebbe essere anche l’occasione per togliere dai cassetti quei 12 bozzetti che vennero realizzati a San Giovanni Bianco nell’ormai lontano 2002.

In quell’anno il Comune indisse un concorso per realizzare una statua di Arlecchino da posizionare poi nella parte a valle di piazza Martiri di . La gara venne vinta dallo scultore Alessandro Verdi, ma il bozzetto (un «Arlechin batocio», ancora alle origini, con vestito bianco e più vicino alla figura dello Zanni servitore, progenitore di Arlecchino)non ebbe fortuna. I soldi per realizzare la statua non vennero più trovati e il concorso riuscì anche a sollevare qualche «polemica», visto che l’Associazione dei partigiani si oppose alla prevista collocazione della statua in piazza Martiri di , considerandola poco rispettosa dei partigiani uccisi. Il bozzetto di Verdi è rimasto a San Giovanni Bianco, gli altri furono ritirati dagli autori.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo