L’intenzione è ancora quella di spostare la sede da San Pellegrino Terme in una nuova località nell’area Bergamasca, ma al momento, visto le difficoltà registrate fino ad ora per la cessione dell’immobile nella storica località brembana per il momento il trasferimento è rimandato a data da destinarsi. Alle rappresentanze sindacali dei lavoratori è stata giustificata più o meno così, ieri, dai responsabili del gruppo Areva, la situazione logistico-organizzativa della società elettromeccanica che, secondo i progetti annunciati lo scorso anno, avrebbe dovuto dar corso al trasferimento della propria sede questo mese.

La decisione era stata preannunciata al termine della cassa integrazione straordinaria della primavera dell’anno scorso che era coincisa poi con l’apertura della mobilità per una ventina di lavoratori (attualmente gli addetti sono una sessantina). All’epoca si parlava di una nuova localizzazione in un’area geografica ben delimitata: all’interno del triangolo tra Bergamo, Grassobbio e Dalmine.

Andamento positivo per l’attività
Nelle scorse settimane, poi, confermano dal sindacato, si vociferava di una potenziale intesa per la cessione dello stabile di San Pellegrino che, stando alle comunicazioni di ieri, è però sfumata. Da qui lo slittamento a data da destinarsi dello spostamento.

Nel frattempo ai sindacati è stato illustrato anche il quadro della situazione congiunturale delle attività: «Produzione e service nel 2007 ci dicono sono andati bene - sottolinea Pier Capelli della Fim-Cisl: il fatturato si sarebbe attestato in crescita a 14 milioni. Dati che i responsabili confermano di attendersi anche per il corrente 2008. Lo spostamento rimandato? Lo leggiamo come una buona notizia nel senso, che viste le tendenze positive annunciate, permettono che un presidio industriale importante resti ancora operativo in Valle Brembana.

L’Eco di Bergamo