Oltre il Colle – Sono state soprattutto le famiglie a partecipare ieri a , ai piedi dell’Arera, al Festival delle farfalle organizzato dal . Molti bambini, accompagnati dai genitori, hanno raggiunto il luogo dove sorge la splendida cattedrale vegetale e dove sono stati allestiti i laboratori naturalistici.

Grazie al lavoro di squadra con il Comune di Oltre il Colle, il Centro di etica ambientale della diocesi, il Museo Caffi, «Settimo cielo aquilonisti», , Coldiretti e spa, il Parco delle Orobie ha regalato una giornata affascinante soprattutto per i più piccoli.

Ali di carta per i piccoli
Per tutti la simpatica maglietta con una nuvola di farfalle e la scritta «Io amo le farfalle del monte Arera». l tempo incerto ha impedito che si potessero osservare gli insetti dalle coloratissime ali, ma la magia del gioco ha trasformato i bambini in grandi farfalle. Alcuni giovani li hanno guidati nella costruzione di un paio di ali di carta che tutti hanno sfoggiato con orgoglio durante la giornata. I piccoli si sono poi cimentati in corse sfrenate lungo i pendii per far spiccare il volo agli aquiloni costruiti nel laboratorio degli aquilonisti di Settimo cielo. Occhi puntati quindi sulle lenti d’ingrandimento e nei microscopi per scoprire, con l’aiuto di Marco Valle, direttore del museo Caffi, la struttura degli insetti che popolano il prato. Insetti catturati con attenzione, osservati e poi di nuovo liberati nel verde. Una giornata semplice, in un ambiente affascinante che invita a sostare nella natura. La mattinata si è aperta con la Messa, voluta dal Cai di Gazzaniga, celebrata al centro della cattedrale vegetale da don Mario Gregis in ricordo di Rinaldo Maffeis di Fiorano al Serio.

«Un Parco per la natura»
«Il progetto di questa cattedrale – ha detto don Gregis nell’omelia – sembra accostarsi alla storia di noi uomini. Con il tempo la struttura fisica si logora, si consuma, ma resterà quello che di buono abbiamo seminato e coltivato». Alla giornata sono intervenuti il sindaco di Oltre il Colle Rosanna Manenti e il presidente del Parco . «Iniziative come questa – commenta Grassi – servono per instillare il desiderio di trascorrere del tempo all’interno del Parco, di venire qui sull’Arera, di far vivere la natura ai bambini. Servono percorsi che mettono in contatto diverse realtà, creando una mentalità capace di prendersi cura del grande patrimonio di questo territorio. Vogliamo continuare a essere un Parco che si occupa di natura, perché questa è la sua vocazione».

Monica Gherardi – L’Eco di Bergamo

Gallery fotografica il Festival delle Farfalle alla Cattedrale Verde dell’Arera