Impianti di San Simone Ski – scontro sulla riapertura Seggiovie di San Simone aperte o chiuse per la stagione invernale ormai imminente? Secondo la «San Simone Evolution» amministrata da Gianfranco Quarti, proprietaria degli impianti Sessi, Arale e Capriolo, la stazione resterà chiusa. Per la «Brembosuperski », la società dei Comuni di Valleve, Foppolo e Carona, invece, le seggiovie saranno in funzione. «Il Tar ha detto che la requisizione operata dai Comuni era illegittima – spiegano da “San Simone Evolution” – quindi le seggiovie devono esserci restituite. Abbiamo inviato una diffida che scadrà intorno al 20 dicembre: se entro quella data le seggiovie non ci saranno restituite verrà nominato un commissario affinché la decisione del Tar venga rispettata ». Abbiamo avuto un incontro con gli amministratori di Valleve – continuano dalla “San Simone Evolution” – durante il quale sembrava ci fosse la disponibilità a prendere in affitto le seggiovie.

Poi c’è stato il dietrofront: la “Brembosuperski” vuole solo acquisire gli impianti e non prenderli in affitto. Ma la loro offerta di 358 mila euro era già stato considerata non equa dal tribunale. A questo punto gli impianti dovranno tornare a noi. Il Comune di Valleve non vuole prenderli in affitto e noi non abbiamo le concessioni per farli funzionare. Quindi resteranno chiusi.

E forse è meglio così: fermarsi una stagione, sedersi a un tavolo e risolvere il contenzioso per ripartire più sereni il prossimo anno. Noi abbiamo sempre voluto lo sviluppo del territorio ma ci è stato impedito». «L’affitto proposto da loro – risponde il sindaco di Valleve Renzo Cattaneo – era di 130 mila euro per tre mesi: troppo alto». «Sono parole senza rilevanza – replicano anche dallo studio legale dei Comuni –. Ciò che conta è che gli impianti di Foppolo funzionano e anche San Simone aprirà». Nel frattempo la «Brembosuperski», al piazzale di arrivo delle piste e nei pressi del rifugio Camoscio recentemente danneggiato da un incendio, sta realizzando due punti ristoro, con pronto soccorso e servizi. «Per quello vicino al Camoscio – dicono dalla “San Simone Evolution” – non c’è autorizzazione, in particolare dal Parco delle Orobie». «Abbiamo l’ok dell’85% dei proprietari del terreno – risponde Cattaneo – quindi possiamo costruire».

L’Eco di Bergamo

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