Apertura cava Arabescato Orobico
San Giovanni Bianco Articolo letto da 330 Utenti - Pubblicato il 29 Luglio 2007
Con la cava guai al traffico. Ma il sindaco: ci sarà una nuova strada
SAN GIOVANNI BIANCO - Gli abitanti di Portiera dicono no alla riapertura della cava di marmo arabescato orobico. Una raccolta di 53 firme, in pratica la quasi totalità della frazione di San Giovanni Bianco, inviata alla Provincia di Bergamo e per conoscenza al sindaco Oscar Mostachetti, al prefetto, al presidente della Regione Lombardia, al presidente della Comunità montana, alla Forestale, a Legambiente e all’associazione «Verdi ambiente» di Roma, chiede che via Tasso non rilasci l’autorizzazione alla prevista attività estrattiva in località Paglio, al confine con Dossena.
Il Consiglio comunale di San Giovanni Bianco ha approvato la convenzione con la società «Isc di Sonzogni Fabio» (la ex Mas, Marmi arabescati Sonzogni) di Zogno, accordo che ha definito i rapporti tra Amministrazione pubblica e privato per la riapertura, dopo una decina di anni, dell’ex cava del Paglio, in località Foppa Redonda. Nell’accordo si prevede un quantitativo massimo annuo estraibile di 33 mila metri cubi con passaggi giornalieri dei camion sulla strada che attraversa Portiera, non superiori a 26. Sempre nella stessa zona del Paglio, peraltro, il Comune ha intenzione di riaprire una cava di sua proprietà . Dopo l’ok alla convenzione ora si attende l’autorizzazione definitiva della Provincia. E proprio a quest’ultima i 53 residenti della Portiera si rivolgono chiedendo di negare l’autorizzazione. «La strada d’accesso, che attraversa la frazione, è assolutamente inadeguata all’intenso traffico pesante previsto dalla convenzione – spiegano nella petizione gli abitanti di Portiera –. Inoltre mancano la segnaletica orizzontale, le barriere di protezione a valle e i marciapiedi». I firmatari, quindi, ricordano come «il ponte che attraversa il Brembo, posto all’inizio dell’unica strada che conduce alle cave, non è idoneo ai mezzi di tale portata visto che le fondamenta dei pilastri di sostegno necessitano di un consolidamento». Sottolineano inoltre i disagi dovuti all’inquinamento acustico e ambientale.
Risponde il sindaco Oscar Mostachetti: «Nella convenzione abbiamo cercato di limitare i quantitativi di materiale estraibile e i passaggi dei camion. Peraltro, se non avessimo trovato l’accordo con il privato, avrebbe potuto trattare direttamente con la Provincia, unico ente preposto ad autorizzare l’attività estrattiva. La richiesta iniziale del privato, peraltro, era di poter estrarre una volumetria doppia rispetto ai 33 mila metri cubi stabiliti dalla convenzione. Quindi il nostro impegno è stato quello di ridurre al minimo possibile i disagi che potevano avere gli abitanti di Portiera». «Nella convenzione – conclude il sindaco – è stabilito che quando l’attività estrattiva sarà a pieno regime venga realizzata una strada di accesso alla cava, alternativa, lontana dalla parte alta della frazione (strada alla cui realizzazione la “Isc” dovrà contribuire con 50 mila euro, ndr). Quindi abbiamo già dato incarico ai professionisti di individuare la soluzione ottimale per venire incontro alle esigenze degli abitanti frazione».
Giovanni Ghisalberti - L’Eco di Bergamo - 29/07/2007
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