piazzatorreLegambiente si appella al presidente Napolitano. Gli ambientalisti: troppo cemento, sparirà il bosco di abeti. Nel paese di 450 abitanti già centinaia di alloggi vuoti. Piazzatorre – Legambiente attacca il Comune di e lo fa con un ricorso amministrativo inviato ieri al Presidente della Repubblica e sottoscritto, oltre che da Legambiente, anche da alcuni villeggianti del paese. La questione che ha raggiunto i tavoli della capitale riguarda il piano d’intervento integrato, punto di forza dell’amministrazione per il rilancio della località turistica . Nel ricorso si evidenzia la presenza di vizi nelle procedure di autorizzazione e nell’iter della Vas (Valutazione ambientale strategica).

«Denunciamo il mancato rispetto delle regole negli aspetti tecnici e formali delle procedure – spiega Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia -, i vizi riguardano per lo più la tempistica, gli obblighi di trasparenza e le valutazioni ambientali». Legambiente punta l’attenzione su un piano d’intervento che viene messo in discussione anche nei suoi contenuti. L’approvazione dello stesso, il 20 marzo scorso, ha dato l’ok alla convenzione tra il Comune e la società privata «Alta Quota» che consentirà al Comune di diventare proprietario del Comprensorio unico di Piazzatorre, con il collegamento tra i comprensori sciistici di e Soliva, la realizzazione di una seggiovia quadriposto, il recupero delle due ex colonie e – ecco che scatta Legambiente – nuove edificazioni in località Tagliata.

In un comunicato stampa, diffuso ieri da Legambiente, si parla della situazione attuale con cifre alla mano: 10 case per ogni famiglia residente, di cui 9 sono seconde case, chiuse per 11 mesi all’anno. Ma la cifra più «pesante» sono i 40 mila metri quadri di bosco d’abeti, la località Tagliata appunto, che saranno disboscati per permettere la costruzione di nuove case per i turisti. Di «cemento facile» si parla nel comunicato e si definisce «incredibile» la vicenda di Piazzatorre.

«In un paesino di 450 abitanti, dove già sono centinaia le seconde case vuote, – dice Paolo Locatelli, di Legambiente Bergamo – si concede la possibilità di costruire ancora». Piovono le accuse contro l’amministrazione. «Per fare qualche favore ai soliti immobiliaristi – continua Locatelli – si liquida un’operazione da decine di migliaia di metri cubi attraverso le procedure sbrigative dei piani integrati d’intervento».

Il ricorso inviato al presidente Giorgio Napolitano si sofferma su vari aspetti delle procedure e punta ad ottenere l’attenzione del Consiglio di Stato per l’esame della questione. «Abbiamo ricevuto le segnalazioni da alcuni turisti – spiega Di Simine – e abbiamo riscontrato a Piazzatorre un male spesso ricorrente nelle valli bergamasche, quello della corsa alle seconde case. Noi pensiamo che il turismo sia un’altra cosa rispetto all’edilizia. Scelte diverse sono state fatte in altre regioni, come il Trentino Alto Adige. Se si vuole fare turismo occorre puntare sul fare impresa. La costruzione di seconde case è l’elemento meno utile per lo sviluppo turistico».

Il comunicato di Legambiente cita anche gli interventi della «che ha suggerito più volte all’amministrazione di Piazzatorre di rivedere la delibera di approvazione del progetto». «Questa folle corsa al cemento – conclude Di Simine – finirà con l’allontanare anche i turisti più affezionati». Fino a ieri sera al Comune di Piazzatorre non era ancora stato notificato il ricorso.

Monica – L’Eco di Bergamo

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