Alpini a Brembilla 75 anni tra concerti e sfilate
Brembilla Articolo letto da 314 Utenti - Pubblicato il 7 Settembre 2007Alpini, 75 anni tra concerti e sfilate a Brembilla
La festa del gruppo con l’adunata sezionale. Attese 4.000 penne nere. Settantacinque anni vissuti all’insegna del servizio per la comunità di Brembilla e non solo. Gli alpini brembillesi (180 soci) festeggiano i 75 anni di fondazione con tre giorni di cerimonie, concerti, incontri, libri, mostre e soprattutto ospitando la 26ª adunata sezionale delle penne nere di Bergamo.
«Un anniversario importante – spiega il capogruppo Mario Zanardi – che andava celebrato degnamente e l’adunata della sezione rende onore al nostro traguardo. Ci aspettiamo tutti i gruppi bergamaschi ma arriveranno anche rappresentanze di altre sezioni del Nord Italia, come Verona e Trento. Brembilla sarà invasa da almeno 3-4.000 penne nere».
Una storia, quella degli alpini brembillesi, iniziata nel 1932 con il primo capogruppo il cavalier Gaspare Gregis, e attraversata dalla Seconda guerra mondiale ma anche da impegni in calamità naturali (come a Camorone nel 2002) e servizi per la comunità . Nel luglio 2003, poi, la costituzione di un Nucleo di Protezione civile, sorto proprio dopo la frana di Camorone. Nucleo che nel 2005, a Roma, ha preso parte al servizio d’ordine per i funerali di Giovanni Paolo II. Ora il 75° viene celebrato anche con un libro fotografico di 60 pagine che racconta la storia del gruppo, dal 1932 ai giorni nostri: la fondazione, la guerra, i Caduti, la nuova sede, gli anniversari, i servizi, le adunate, le feste e le gite.
«Rappresenta la nostra storia – spiega il consiglio direttivo del gruppo – e servirà anche affinché i nostri giovani non dimentichino le virtù dei veci e l’eroismo dei nostri alpini Caduti». «C’è ancora chi, in buona fede, è convinto che sia sufficiente operare e non occorra documentare – proseguono gli alpini –. Non è così: occorre documentare ciò che si è fatto, perché la mancanza di testimonianze non è più colmabile dalla memoria umana.
Il libro è sicuramente un modo per conservare i valori della leva e mantenere quella coesione che ha dato vita alle esperienze del volontariato del nostro gruppo. In modo che tutti possano conoscere ciò che gli alpini brembillesi hanno rappresentato in questi 75 anni di vita: un sicuro e affidabile punto di riferimento per la popolazione e le istituzioni, con assoluta fedeltà ai loro ideali alpini».
L’Eco di Bergamo
GALLERY FOTOGRAFICA SFILATA DEGLI ALPINI A BREMBILLA
ARTICOLI CORRELATI: