Il percorso sarà pronto entro la fine dell’anno. L’assessore: è il primo passo per l’eliminazione del semaforo.

– La soluzione è un sottopasso. Ora l’attraversamento pedonale delle «5 Vie» sull’ex statale 470 di a Zogno ha i giorni contati, non più di un centinaio. Si tratta di uno dei punti critici della del fondovalle brembano, precisamente l’incrocio semaforizzato dove sull’arteria vallare convergono la via Pogliani – dal centro del paese – e la via Ruggeri che porta verso il .

In questa zona ci sono il semaforo, le strisce pedonali e anche le telecamere di sorveglianza, ma vista la mole di traffico e di veicoli in manovra non è semplice attraversare: i rischi sono sempre in agguato. Fortunatamente a fine anno i pedoni potranno disporre del sottopasso che renderà sicuro l’attraversamento dell’ex statale.

Il sottopasso di cui si parla è un’opera attesa ormai da alcuni anni. «Questo intervento – precisa Lino Gherardi assessore ai Lavori pubblici che ha commissionato l’opera – sarà il primo decisivo passo verso il riordino della mobilità e propedeutico all’eliminazione del semaforo in zona 5 Vie. L’opera è già stata appaltata con 400 mila euro di provenienza statale e i lavori partiranno entro la fine del mese contestualmente ad un altro intervento su via Pogliani. Per via di una specifica prescrizione inserita nell’appalto, l’impresa è impegnata a completare e rendere agibile il sottopasso entro Natale, poi magari si potrà arrivare con le rifiniture anche a fine anno ma non oltre».

Nel frattempo si studierà, anzi si sta già studiando come riordinare il traffico «perché – si precisa sempre dall’amministrazione comunale di Zogno – non si possono togliere tout-court i semafori ma si deve progettare un corretto e fluido scorrimento del traffico nel comparto posto tra la stazione dei bus e l’incrocio semaforizzato che ha come asse principale ancora l’ex statale e viale Martiri della Libertà e il Ponte Nuovo». Questa è la zona dove, per intendersi, dovrebbe essere collocata la «rotatoria». Lavori in vista quindi per la strada di fondovalle, ma nessun timore di disagi, tutto si svolgerà sotto terra e senza alcun intralcio al traffico.

«Il progetto è stato studiato anche nelle modalità di realizzazione – precisa Gherardi – proprio al fine di non ingenerare ulteriori problemi a una situazione già parecchio disagiata. Il traffico continuerà a scorrere senza ulteriori intralci». Ecco di seguito i dettagli tecnici essenziali dell’opera. La lunghezza del sottopasso – che fiancheggia la seicentesca Roggia Traini e passa sotto strada utilizzandone l’alzaia che le corre a fianco – ha la lunghezza di una quindicina di metri, è largo 2,40 metri e alto 2,50 metri con un impianto di illuminazione. Gli accessi al sottopasso saranno dotati ciascuno di tre brevi rampe di scale e ascensore per disabili.

Da via Pogliani si accederà al sottopasso da una piazzola posta sulla destra della carreggiata viaria dove si trova lo svincolo delle auto provenienti dal centro paese e dirette a (e sarà pure invertito il senso di marcia per via Circonvallazione) sulla ex statale. L’accesso al sottopasso sull’altro lato della strada sarà possibile dal marciapiede che va dalla stazione bus all’incrocio delle 5 Vie.

A compendio dell’intervento di cui si è detto, ce n’è un secondo che pure è ai blocchi di partenza: si tratta di via Pogliani dove l’impegno dell’amministrazione comunale ammonta a 100 mila euro. «In via Pogliani convivono pericolosamente pedoni e auto – spiega sempre l’assessore Gherardi – e l’intervento di cui parliamo è finalizzato all’eliminazione di tale promiscuità. Si sacrifica spazio, che comunque resterà più che sufficiente per il traffico veicolare, e si costruisce un marciapiedi della larghezza di 1,40 metri da piazza Italia alla ex statale. Sarà a raso fino al piccolo parcheggio posto a metà via, e protetto da un cordolo e da colonnine in ferro, e poi in rilevato fino all’incrocio».

«L’intervento – conclude Gherardi – comprende anche la sistemazione dei sottoservizi, il rinnovo dell’illuminazione e il consolidamento del muraglione di valle della via che sarà portato ad altezza di con una leggera barrierina metallica».

L’Eco di Bergamo

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