Sedrina – Costata 15 milioni di euro e realizzata nel 2007 e 2008, la centrale a biomassa con rete di teleriscaldamento di , ora va all’asta. È infatti proprietà della «Servizi comunali » (la Scs, controllata al 100% dal Comune) che, causa le ultime leggi in materia, dovrà essere sciolta o venduta entro fine anno. Lo scontro con la Tail/Mlb Il prezzo a base d’asta, pubblicato recentemente sul bando comunale, è stato fissato in 101 mila euro, l’attuale capitale sociale della Scs, cifra che tiene conto ’indebitamento e di un contenzioso in essere tra la società stessa e il fallimento della Tail/Mlb, azienda di arredo camper e nautica di Sedrina, fallita tre anni fa; ditta da cui la Scs aveva acquistato parte dei terreni e degli immobili.

Una vicenda complessa, iniziata cinque anni fa, quella che ora vede in guerra Amministrazione comunale di Sedrina e Tail/Mlb. Nel 2008 la Tail chiese di poter spostare l’attività nell’ex cava di , sempre a Sedrina, in cambio della vendita di capannoni e terreni a inizio paese, ora in parte di proprietà appunto della Scs. Qui il Comune, che acquistò gli immobili per 4,5 milioni di euro, avrebbe dovuto realizzare un’area attrezzata, per finalità ludico-sportive. Nel frattempo, però, la Tail entrò in crisi e nel 2009 fallì. Ne nacque un contenzioso con la Scs. Il tribunale di , lo scorso anno, ha annullato gli atti di compravendita, condannando la Scs alla restituzione di un milione 106 mila euro (quanto la Tail aveva, alla fine, versato alla Scs per l’acquisto delle nuove aree a ) e di capannoni e terreni. «Recentemente la Corte d’Appello di Brescia – spiega il sindaco Lenisa – ha sospeso la sentenza riconoscendo che vi sono aspetti da approfondire sia nel merito sia nel diritto, rinviando al maggio del prossimo anno». Nel frattempo il tribunale fallimentare aveva già ammesso la Scs come creditore della Tail per 1,4 milioni di euro.

Base d’asta e pendenze La questione con la Tail, quindi, resta per ora in stand-by, ma, nel frattempo il Comune dovrà disfarsi della Scs, proprietaria della maxi centrale a biomassa avviata tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009, della rete di teleriscaldamento del capoluogo (il collegamento con la frazione Botta non è ancora stato finanziato) e degli immobili acquistati dalla Tail. «Il capitale sociale della Scs – spiega Lenisa – è oggi di 101 mila euro e tale cifra sarà la base d’asta. Ma se il tribunale darà ragione alla Scs nella causa legale con la Tail, l’acquirente dovrà versare al Comune anche un milione e 800 mila euro, il valore stabilito da una perizia tenendo conto del valore patrimoniale meno i debiti». Gli altri servizi comunali «La centrale a biomassa (affidata in gestione per 30 anni a una società francese, ndr) – prosegue il sindaco – finora ha svolto egregiamente il suo servizio per il paese. Con i nuovi proprietari che subentreranno alla Scs, naturalmente, il Comune dovrà stipulare una specifica convenzione». La Scs gestiva anche altri servizi per conto del Comune di Sedrina: manutenzione del patrimonio immobiliare, asilo nido e scuola materna. Servizi che, non affidati più alla Scs, dovranno essere gestiti da altri. Da qui un nuovo bando del Comune per cinque anni che comprende appunto la gestione di asilo, materna, pulizia uffici e biblioteca, manutenzione ordinaria del patrimonio comunale e dei servizi cimiteriali. «Nel bando – continua Lenisa – è previsto che chi subentrerà nella gestione dei servizi dovrà riassorbire il personale dipendente della Scs, in totale 11 ».

L’Eco di Bergamo