Otto antichi edifici religiosi lesionati, tra chiese e cappellette. Il terremoto di martedì notte ha lasciato il segno in Valle . E il sopralluogo di tecnici, parroci e amministratori, effettuato ieri mattina, pare ne abbia confermato la gravità. «I danni ci sono stati e sono rilevanti», confermano il parroco di don Francesco Mangili, il parroco di Sambusita don Pierangelo Redondi e Antonio Altieri, dello studio tecnico Mologni di Albino, ieri in sopralluogo per conto delle parrocchie. Oltre alle chiese di , Frerola, Pagliaro e Sambusita di , subito segnalate martedì mattina, ieri, dopo le verifiche, sono stati accertati danni anche alle chiesette di Zubioni, Sant’Antonio a e alla cappelletta in località Levrit, sempre a Bracca, che conserva affreschi del 1600. Danni sono stati segnalati anche dal parroco don Stefano Pellegrini, alla chiesetta della Madonna di Lourdes, a di .

«Ora sarà necessario stilare una stima dei danni – spiega Altieri – e, tramite le amministrazioni comunali, inviare le richieste di intervento alla ». Ieri, in sopralluogo, oltre ai parroci, c’erano il sindaco di Algua Bruno Cimarra, di Bracca Giovanni Muttoni, il tecnico comunale di Algua architetto Claudio Zanotti, i di Serina e monsignor Lucio Carminati, delegato vescovile per le attività economiche.

SAMBUSITA, CANONICA MALMESSA
Si tratta sostanzialmente di crepe – alcune delle quali cosiddette «passanti», ovvero fendenti tutto il muro, visibili sia all’interno sia all’esterno della chiesa – e poi di dipinti lesionati, intonaci caduti, tegole rovinate, ma anche travi spostate e un sistema campanario rovinato. Edifici antichi di secoli, alcuni dei quali, come la canonica di Sambusita, già in situazioni precarie. Che il movimento tellurico di martedì ha ulteriormente aggravato. Secondo i tecnici, pur avendo l’epicentro a Selvino, il sisma ha colpito questo versante della Valle Serina soprattutto per la sua criticità geologica.

Danneggiando in particolare gli edifici più vecchi, pesanti, magari già instabili, appunto le chiese. Anche se, per ora, tutti gli edifici restano sostanzialmente agibili. Solo un residente, fino a ieri, a Bracca, invece, aveva segnalato lievi danni anche a una vecchia abitazione. Per il resto crepe e cadute di calcinacci pare abbiano interessato solo
chiese e cappellette. E, ieri, proprio dopo una verifica alla cappelletta dedicata alla Madonna di Lourdes, adiacente
la parrocchiale di Sant’Erasmo a Trafficanti di Costa Serina, il parroco don Stefano Pellegrini ha deciso di sospendere
le celebrazioni religiose, in programma ogni giorno. «Il terremoto ha ampliato lesioni già esistenti – spiega don Pellegrini – e poi ne ha causate di nuove. In particolare una parete, a causa delle crepe, si è spostata.

Per precauzione abbiamo deciso di sospendere la celebrazione delle Messe». Tra le situazioni più critiche quella della casa parrocchiale di Sambusita di Algua, già fatiscente e in attesa anche di sistemazione del tetto, per la quale il Comune dovrebbe chiedere un intervento di messa in sicurezza di somma urgenza. Preoccupa anche la chiesa di Pagliaro di Algua, fratturata in più punti. «Il pericolo maggiore sono le crepe createsi sulla volta sopra l’altare maggiore – spiega il parroco don Francesco Mangili –. Occorrerà valutare se ci sono rischi di crollo». E, sempre all’ingresso della chiesa di Pagliaro, i pilastri di sostegno si sono spostati rispetto alla trave, mentre sul tetto sono stati
segnalati coppi rotti e spostati. Nella chiesa di Bracca capoluogo il sopralluogo ha consentito di verificare altre lesioni passanti tra i muri, distacchi di cemento dai portichetti esterni e movimenti dei cornicioni. Mentre, per ora, le campane resteranno mute, in attesa che possa essere sostituito il telaio di sostegno, staccatosi dai muri.

RISCHIO IDROGEOLOGICO ALTO
A causare i danni, quindi, oltre al terremoto, le particolari condizioni geologiche della Valle Serina. «Tutta la valle – spiega Gianluca Boffelli, estensore del piano geologico di Bracca – presenta una roccia molto fratturata e a banchi,
con la possibilità di scivolamenti. E, in caso di terremoto, il terreno potrebbe essere più soggetto a movimenti». Un rischio idrogeologico alto che potrebbe aver contribuito ai danni. Nessun danno, invece, alle sorgenti di Algua, che
servono i comuni dell’hinterland cittadino e parte di Bergamo. La Bas ha verificato che la portata è rimasta invariata.

Giovanni Ghisalberti – L’Eco di Bergamo

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