San Pellegrino - Studenti ospiti degli hotel: non per qualche vacanza termale o pranzo succulento, ma per seguire regolari lezioni scolastiche. Succederà presto all’istituto alberghiero di San Pellegrino, ormai ai limiti della capienza: 800 studenti per 35 classi, distribuite in sole 23 aule; con gli alunni costretti a continue rotazioni tra le stanze e a turni pomeridiani. Situazione critica destinata a esplodere» con l’avvio dei lavori di ampliamento dell’edificio: causa cantiere, infatti, gli spazi a disposizione diminuiranno ulteriormente per oltre un anno e alcuni studenti saranno costretti a seguire le lezioni nei due alberghi di San Pellegrino, l’hotel Avogadro e l’Italia, già usati come convitto per i ragazzi giunti da fuori valle.

L’intervento di ampliamento dell’istituto rientra nell’accordo di programma tra Comune di San Pellegrino, Provincia, Regione e gruppo Percassi per lo sviluppo della cittadina termale e avrà un costo di un milione e mezzo di euro (stanziati dalla Regione Lombardia). E proprio in virtù dell’accordo sottoscritto, la proprietà della scuola, recentemente, è passata dal Comune alla Provincia che, in cambio, ha ceduto all’Amministrazione di San Pellegrino il 95% delle quote della «Grand hotel srl», società proprietaria dello storico albergo liberty. I lavori, quindi, sono stati appaltati dalla Provincia all’impresa «Effedue» di Martinengo che avrà tempo 420 giorni per concludere l’intervento. Progettisti e direttori dei lavori sono gli architetti Giovanni Battista e Marco De Vecchi, con studio a Curno.

È prevista una sistemazione generale dell’edificio – spiega Giovanni Battista De Vecchi – con la sostituzione di tutti i serramenti, l’adeguamento degli impianti, la posa di barriere di protezione e il risanamento dei muri esterni. Sarà un intervento generale di messa in sicurezza e di messa a norma. È previsto il recupero del sottotetto nella zona che guarda verso viale della Vittoria, ora inutilizzabile, dove si potranno ricavare sei nuove aule. Nel piano interrato sarà ricavata anche una nuova cucina e verranno sistemati gli spogliatoi. Non si interverrà, invece, sui pavimenti, per evitare di interrompere le lezioni. Si cercherà di ridurre al minimo i disagi dovuti al cantiere, cercando di effettuare gli interventi più rumorosi nei pomeriggi in cui le lezioni sono sospese.

Gli studenti aumentano ogni anno – spiega la vicepreside Giuseppina Arzuffi – e gli spazi restano sempre quelli. Ogni giorno dobbiamo fare i conti con la carenza di aule, spostando classi che, di fatto, non hanno una loro aula fissa a cui fare riferimento. Non abbiamo una palestra nostra e dobbiamo portare i ragazzi al palasport comunale o al centro sportivo di Camanghè a Zogno. L’ampliamento con la realizzazione di sei nuove aule, quindi, ci darà un po’ di respiro. Per circa un anno e mezzo avremo qualche disagio: altri spazi comunali da utilizzare non ce ne sono e quindi dovremo adattarci a far seguire le lezioni nei due alberghi usati anche come convitto per gli studenti.

L’ampliamento era una scelta obbligata – aggiunge l’assessore provinciale all’Edilizia, Marcello Moro –. La scuola alberghiera è un indirizzo scolastico sempre più richiesto e la struttura di San Pellegrino oggi è inadeguata. E per avere una buona scuola con un’offerta formativa di qualità occorre avere anche una buona struttura». I lavori sono stati consegnati all’impresa lo scorso 20 marzo e ad aprile sono iniziati i lavori.

L’Eco di Bergamo