Al via la realizzazione di un atlante ornitologico
San Pellegrino Terme Articolo letto da 118 Utenti - Pubblicato il 1 Febbraio 2008Tutti possiamo contribuire per realizzare un atlante ornitologico della provincia di Bergamo. L’idea è stata presentata nel corso di una serata organizzata, nella sala Putti di San Pellegrino, dal Museo di scienze naturali Caffi di Bergamo e dal Museo di scienze naturali di San Pellegrino. Un progetto per tracciare una mappa degli habitat degli uccelli che nidificano o trascorrono qualche stagione nella Bergamasca. Durante la serata sono state proiettate immagini delle specie di uccelli più comuni nelle nostre zone ed è stato presentato il primo «Atlante degli uccelli di Bergamo» curato da Enrico Cairo e Roberto Facoetti.
Il volume raccoglie dettagli, caratteristiche e mappe sulle specie nidificanti e svernanti in città , a Bergamo, dal 2001 al 2004. Il successo di questo primo volume ha dato grande soddisfazione agli ornitologi e agli appassionati bergamaschi che ora si pongono un nuovo obiettivo: una nuova ricerca estesa però a tutto il territorio provinciale. «Gli atlanti ornitologici sono una cultura recente – ha spiegato a margine dell’incontro Marco Valle, responsabile dei musei civici e dell’Orto botanico –, ma sono molto utili perché gli uccelli sono ottimi bioindicatori sullo stato di salute dell’ambiente. La pubblicazione di questo libro rappresenta un momento importante per il nostro museo, in quanto è segno dell’interesse dell’istituto verso l’ornitologia.
Dopo questo primo lavoro e dopo aver collaudato l’affiatamento del gruppo abbiamo deciso di ampliare il raggio di osservazione e per raccogliere più materiale possibile chiediamo il contributo della gente comune e in particolare agli appassionati di uccelli e dell’ambiente che spesso sono testimoni inconsapevoli della presenza e degli spostamenti delle diverse specie di volatili». Nel corso della serata sono stati distribuiti alcuni fogli illustrativi sui metodi di rilevamento e alcune schede che è possibile compilare con le proprie indagini e consegnare in qualsiasi museo bergamasco che lo farà poi avere al gruppo ornitologico.
Silvia Salvi - L’Eco di Bergamo
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