Al Passo S.Marco arrivano uccelli migratori: le pale faranno strage
-La Valle Brembana Articolo letto da 88 Utenti - Pubblicato il 1 Maggio 2008Valle Brembana - Una fonte di risparmio importante l’eolico, che anche la Lombardia adotterà sempre di più in futuro, come nel caso del passo San Marco, anche se in questo caso non tutti gli addetti ai lavori, soprattutto gli esperti faunistici e i cacciatori, concordano sulla posizione individuata. Resta infatti forte la perplessità di utilizzare queste turbine in prossimità di valichi, come quello in questione, dove sono numerosissimi i flussi migratori. A quel punto, per molti uccelli, le pale dell’impianto si trasformerebbero in una sorta di gigantesco frullatore, capace di decimare i volatili di passaggio.
Lo studio britannico
A livello internazionale esiste anche uno studio del Centre for Evidence-Based Conservation dell’Università di Birmingham che ha provato come nei siti dove entrano in funzione le turbine e altri impianti eolici, il numero degli uccelli cala. Il centro ha comparato i risultati di molte pubblicazioni scientifiche, arrivando alla conclusione che i danni all’avifauna spesso si evidenziano nel lungo periodo. Nella zona a cavallo tra le province di Sondrio e Bergamo transitano decine di specie protette tra cui cesena, fringuello, tordi, più alcuni rapaci diurni e notturni. Inoltre si è in presenza di una «Zps», Zona di protezione speciale per la tutela di fauna migratoria: per questa ragione viene vietata ogni forma di caccia. Sarebbe il colmo - ironizzano gli esperti faunistici - che là dove non arrivano le doppiette, ci pensino le eliche a far strage di volatili. L’iter per il parco eolico è appena agli inizi, occorrerà ottenere l’ok attraverso la «Vas», Valutazione ambientale strategica, procedura obbligatoria per qualsiasi intervento di carattere ambientale e anche la Provincia di Bergamo sarà interpellata, anche se poi l’ultima parola per il via libera spetterà alla Provincia di Sondrio. Gli esperti faunistici non sono contrari a priori a questa forma di energia, che rischia di diventare sempre più indispensabile in futuro, ma a una semplice condizione: Basta non posizionare le eliche in prossimità dei valichi, dove si concentrano i maggiori flussi migratori.
L’Eco di Bergamo
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