Cacciatori in azione dalla prossima settimana nella riserva della del Giongo: saranno una ventina e si muoveranno in coppia per eradicare i cinghiali che, oltre a creare notevoli danni al territorio, hanno un forte impatto su diverse specie e vegetali. È l’obiettivo del corso per operatore faunistico volontario, organizzato dal Parco dei Colli con l’intento di formare un gruppo di cacciatori che per i prossimi due anni saranno impegnati ad abbattere i cinghiali presenti sui 600 ettari della Valle del Giongo. Il corso «La presenza dei cinghiali, comparsi nel parco solamente negli ultimi anni, sta creando notevoli danni agli ecosistemi – ha spiegato Gianluigi Cortinovis, presidente del Parco – impattando notevolmente su numerose specie e vegetali.

L’elevata prolificità del cinghiale rende l’intervento urgente e necessario anche nell’ottica di prevenire futuri danni alle attività agricole». Al corso, organizzato secondo le indicazioni dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), hanno partecipato una ventina di cacciatori, per lo più dei Comuni consorziati o limitrofi al Parco. Dopo le lezioni in aula e una prova pratica di tiro al poligono, e aver superato gli esami finali, i cacciatori hanno conseguito la qualifica di «operatore faunistico», potendo così dare la ai 50-80 cinghiali che, secondo una stima fatta lo scorso anno dalla polizia provinciale, si aggirano nella Valle del Giongo.

Una sinergia tra cacciatori, Comuni, Provincia e Parco con l’intento di salvaguardare la biodiversità del territorio che non ha precedenti in Lombardia. «Siamo i primi ad aver avviato questa sperimentazione – ha aggiunto Giancarlo Bosio, dirigente del settore Caccia e della Provincia –. È motivo di grande orgoglio aver avviato questo intervento, che qualifica anche il mondo venatorio». «Scelta coraggiosa», l’ha definita l’assessore provinciale a Caccia e Alessandro Cottini. «I cinghiali – ha affermato Cottini – non sono una risorsa, bensì un problema di carattere provinciale che riguarda sia i cittadini sia le amministrazioni pubbliche. Il Parco ha dato dimostrazione di lungimiranza e di apertura verso la società e verso i cacciatori, trovando insieme una soluzione al problema dei cinghiali». La scorsa settimana la Provincia ha peraltro deliberato di ampliare i confini dell’area in cui è prevista l’eradicazione, per consentire l’abbattimento dei cinghiali anche in una fascia al confine con la riserva.

L’Eco di di Gabriella Pellegrini

Il Cinghiale in Valle Brembana e sulle Prealpi Orobiche