Valtorta – Due belle storie di agricoltura di , vissuta con passione e tenacia ogni giorno dell’anno. Una dura da oltre settant’anni. L’altra è iniziata solo tre anni fa. Protagonisti un anziano che proprio non vuol lasciare la stalla cui è stato legato per tutta la vita e un giovane che ha cominciato l’attività da poco tempo ed è più che determinato ad andare avanti. Siamo a , dove domani si terrà la tradizionale rassegna zootecnica, in Stabina, il lembo di territorio più occidentale della Brembana.

Il «papà» del Formai de Mut L’anziano del binomio è Abramo Milesi, ottantacinquenne, due vacche in stalla «tanto per non perdere del tutto la vita passata», dice lui. Il suo ingresso nel mondo dell’agricoltura avviene all’età di 12 anni e lo racconta così: «Avevo appena un mese e la mia famiglia, in cerca di un reddito, si trasferì in Francia dove frequentai la scuola elementare. Nel 1939 però i miei decisero di far ritorno a Valtorta dove aprirono una piccola azienda zootecnica nella quale cominciai pure io a lavorare. Un cenno doveroso va a Giovanni Milesi, papà di Abramo. Sarà infatti lui a farsi promotore della costituzione della Cooperativa e della società dell’alpeggio. L’uomo aveva visioni lunghe, uno che sapeva guardare avanti e infatti vuole che il figlio si professionalizzi e lo manda alla Scuola casearia di Pandino.

Abramo si affina professionalmente e diventa maestro casaro, anche a lui si deve il lancio del Formai de Mut dop, alternando il lavoro nella stalla e nella casera di fondovalle e all’alpeggio di Camisolo dove sarà attivo per ben 34 anni consecutivi. E la sua storia continua, con due sole vacche, ma tanto basta per continuare a coltivare una grande passione, come dice lui. Il giovane che ha scelto la terra È di appena tre anni fa, invece, la storia di Luca Regazzoni, 26 anni. Come è possibile che di questi tempi un ragazzo abbia risposto al richiamo della terra? Risponde Luca: «È stato per la grande passione che ho sempre avuto per il mondo degli animali. Fin da frequentavo questo ambiente che avevo in casa perché mio zio Silvano Busi, presidente della Cooperativa, ha un’azienda agricola e mio papà Vitale mi portava alle fiere. Quando è stato il momento, ho frequentato la scuola casearia di Pandino e tre anni fa ho deciso di metter su l’azienda. Ho in stalla una trentina di capi. Curo il ristallo e per questo motivo ho frequentato il corso di fecondatore che mi consente di fare le scelte opportune e poi faccio il possibile per tenermi aggiornato sulle tecniche dell’allevamento».

Si dice di un rinnovato interesse dei giovani per il mestiere dell’allevatore, ma che cosa sta veramente alla base di una scelta per un giovane? «Non si può improvvisare o pensare di far del folclore – dice Luca – perché la nostra vita è dura pur seappagante sul piano umano. Anzitutto passione dunque, disponibilità a un lavoro che consente poche pause e preparazione e aggiornamenti professionali. Così puoi avere risultati e soddisfazioni». E Luca Regazzoni ne ha avute già nei primi due anni di partecipazione alla fiera di Valtorta con i premi di regina e reginetta della mostra cui sarà partecipe pure domani.

Sergiuo Tiraboschi – L’Eco di Bergamo