Aggredito da sciame d’api a Zambla
Oltre il Colle Articolo letto da 466 Utenti - Pubblicato il 9 Settembre 2007
A Zambla, davanti a moglie e figlio Allergico, si è ripreso grazie al 118
ZAMBLA ALTA - È stato aggredito da uno sciame d’insetti (api, forse vespe), che lo hanno punto decine di volte in varie parti del corpo. Poi si è accasciato, privo di sensi, davanti agli occhi atterriti della moglie che era con lui e del figlioletto di 7 anni. Davvero una brutta avventura quella capitata a un uomo di 49 anni, residente a Oltre il Colle, che stava facendo una camminata con la sua famiglia lungo un sentiero a Zambla Alta. Â
Le punture degli insetti gli hanno causato un grave choc anafilattico. È stato salvato soltanto grazie all’intervento dell’elisoccorso del 118: l’équipe sanitaria gli ha somministrato in tempo l’adrenalina e appositi farmaci contro l’allergia agli imenotteri (api, vespe e calabroni). Il paziente così si è ripreso ed è stato poi trasportato per ulteriori accertamenti al pronto soccorso dell’ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo. Ora si è ripreso e le sue condizioni di salute, secondo quanto è stato possibile sapere, sarebbero buone.
Il fatto è accaduto ieri poco dopo le 10. Il quarantanovenne, la moglie e il figlio piccolo stavano facendo una passeggiata a Zambla Alta. Stavano percorrendo una stradina sterrata che dal «Camping Arera» conduce verso il Monte Arera, a quanto sembra in cerca di funghi. Ad un tratto l’uomo, notando qualcosa in una piccola boscaglia, si è addentrato fra la vegetazione e si è chinato, come per raccogliere quello che, forse, credeva essere un fungo. In realtà , si trattava di un alveare o di un nido di vespe: il suo gesto ha sollevato uno sciame d’insetti, che si sono accaniti su di lui, pungendolo numerose volte in più parti del corpo, compresa la testa.
Allontanatosi e tornato vicino alla moglie e al figlio, dolorante, con loro ha iniziato la discesa per andare a medicarsi, ma compiuti pochi passi è stato colto da malore. Il veleno iniettato dagli insetti, infatti, gli ha causato una violenta reazione allergica. L’uomo, in choc anafilattico, ha perso i sensi, sotto gli occhi dei familiari che lo hanno soccorso e hanno chiamato subito il 118. Nel giro di alcuni minuti è arrivato l’elisoccorso, che è atterrato nelle vicinanze del «Camping Arera» di Zambla Alta (Oltre il Colle). Da lì, il medico e l’équipe di soccorso hanno percorso una cinquantina di metri, raggiungendo l’uomo, che era steso a terra. Nel frattempo aveva ripreso conoscenza, ma la sua pressione era bassa. I soccorritori gli hanno somministrato l’adrenalina e i farmaci specifici per curare questo tipo di choc. Poco dopo, il paziente si è ripreso ed è stato così possibile issarlo a bordo dell’elicottero e trasportarlo all’ospedale Humanitas Gavazzeni. Ora, stando a quanto si è appreso, sarebbe in buone condizioni.
Le punture degli imenotteri sono pericolose per i soggetti allergici e, in alcuni rari casi, possono portare addirittura alla morte. Ma l’ultimo episodio tragico nella Bergamasca risale soltanto a dieci giorni fa: ad Averara una villeggiante milanese, Lucia Casera, 66 anni, ha perso la vita per la puntura di un insetto e il conseguente choc anafilattico. Era successo anche nel 2000 a Caprino Bergamasco, quando un uomo di 50 anni morì a distanza di qualche giorno dalla puntura di un calabrone. Chi sa di essere allergico alle punture degli imenotteri (in genere, purtroppo, lo si scopre solo dopo essere stati punti) può ricorrere al trattamento di vaccinazione e deve portare con sé l’adrenalina, quando decide di fare escursioni all’aria aperta e, dunque, esporsi al potenziale pericolo.
Vittorio Attanà - L’Eco di Bergamo
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